lunedì 15 aprile 2013

Lezione di yoga

Lezione di yoga.
Un tempo tutto per me.

Chiudo gli occhi e respiro lentamente.
Posizione del loto.
("Mamma, tu sei bella come un fiore. Un fiore rosso!")

Mi tendo nella posizione del guerriero, sguardo fiero all'orizzonte.
(Un urlo proviene dal bagno. Sarà finita la cartaigenica?
"No, mamma! Mi sono cadute le mutande nel water!")

Cavalcata del cammello.
(Sulla fotocamera digitale scorro i sorrisi dei miei bambini. Un'orrida visione. Uso spregiudicato di zoom.
"Accidenti! E questo cos'è?"
"E' il topo morto che ho trovato in giardino... non è interessantissimo, mamma? Guarda, ne ho fate altre...")

Posizione della roccia.
(Gran torneo di calcio-balilla in casa 6cuori. Mamma contro papà. Fino all'ultimo goal. Tifo forsennato per il papà. Tifo di Giacomo per la mamma. Vittoria del papà. Tripudio.
 "Siete avvertiti: Giacomo sarà l'unico che a diciotto anni userà la mia opel! Parola di mamma.")

Rilassamento.
Mi stendo sotto la coperta di Winnie the Pooh. Il mio vicino di tappettino comincia a russare e io non riesco a rilassarmi un granché.

Sat Nam. La lezione è finita. Leggiadra e leggera, volteggio verso la mia auto.
Alla settimana prossima!

martedì 2 aprile 2013

il mio pesce d'aprile preferito


..."Gentile signora, può cortesemente controllare lo zaino di Orlando? Da due giorni non porta a scuola il quadernone di italiano."

- Mamma, non lo trovo da nessuna parte!
Strano. Mi pareva proprio di averlo infilato nello zaino io stessa...
Infatti. Solo che l'avevo infilato nello zaino sbagliato e Leonardo, che vive felice e distratto a due metri da terra, lo aveva lasciato lì, trovando la cosa di poco interesse.

Un figlio in quinta, uno in terza e uno in prima. Quest'anno faccio un po' di confusione. Avvisi da firmare, riunioni a cui partecipare, gite da finanziare,  svariato materiale scolastico da procurare, lezioni sul corpo umano e sui dinosauri da ascoltare. La linea dei numeri da controllare.
Il terzo figlio si deve un po' arrangiare.
E Orlando, zazzera bionda e vestiti di terza mano, si arrangia e va per il mondo con fiero cipiglio e passo ardito.
Meglio se con l'amata enciclopedia per bambini sottobraccio.

In cucina, sto sbizzarrendomi in un fantasioso piatto per la cena.
- Mamma? Sai che il sole si spegnerà tra cinque miliardi di anni? C'è scritto sul mio libro. Meno male che ci rimane ancora un bel po' di tempo...

In bagno, sto strigliando un recalcitrante quarto figlio.
- Mamma? Lo sai che sopra gli 8000 metri, sull'Everest inizia la "zona della morte"? Bisogna usare le bombole d'ossigeno!


Sul divano, sono immersa nella lettura.
- Mamma? Ho scoperto cosa mi ha punto stanotte: una "cimice del letto"! C'è scritto sul mio libro.
- Accidenti...
Il terzo figlio mi insegna un sacco di cose.

Il terzo figlio sta crescendo. E ha ricevuto il suo primo invito a fare merenda a casa di un compagno di classe.
Orlando è elettrizzato e passa tutta la cena a ciarlare del suo amico B.
- Lo sapete che amico B. ha un pitbull americano?!? non vedo l'ora di vederlo!
- Ehm, cara... tu lo sapevi?
- ...
- Orlando, non andare a controllargli i denti! Cara, avviserai la mamma di amico B, vero?
- E poi sapete... amico B e il suo papà vanno a caccia ogni domenica. Cacciano gli animali!
- Cara...
- Ma lui non va mica a casa di amico B di domenica...

Sì, il terzo figlio sta crescendo. E ieri ha compito sette anni!

lunedì 24 dicembre 2012

domenica 16 dicembre 2012

Neve



La sveglia mi fa balzare giù dal letto. Assonnata mi trascino in sala, accendo la stufa, spalanco le imposte della porta d'ingresso. I gatti mi scivolano tra le caviglie, pronti a balzare in giardino, ma si fermano di botto sulla soglia. Fiocchi gelati mi bagnano il viso. Una coltre di neve ricopre ogni cosa. In pigiama, mi spingo fino al cancello per dare un'occhiata alla strada: l'asfalto è scomparso sotto un manto liscio, candido e scintillante. Impensabile mettersi in macchina, almeno fino a quando non passerà lo spazzaneve.
Rientro in casa e corro a rifugiarmi sotto le coperte... oggi niente scuola!
Niente scuola, niente catechismo, niente scout.
Restiamo chiusi in casa a cucinare biscotti, dipingere acquerelli, fare renne con i rotoli di carta igienica.
Assaporo un lungo caffè, mentre dalla finestra aperta giungono le grida dei miei bambini che si lanciano giù dallo scivolo del garage con lo slittino.
Il fuoco che danza nella stufa.
Sotto un mucchio disordinato di lucine e ghirlande si intravede il nostro albero di Natale.
Le quattro testoline dei miei bimbi che si sfiorano, mentre disegnano e ritagliano seduti sul pavimento. Mi allungo sul divano e apro l'ultimo, bellissimo, libro della Rowling.

PS: e lui? Lui si sveglia due ore prima, mette le catene all'auto e se ne va a lavorare. A sera, torna a piedi, lasciata la macchina "a valle". Dello spazzaneve, nemmeno l'ombra.

lunedì 10 dicembre 2012

storia di natale (seconda parte)



Quella mattina di dicembre faceva  davvero freddo a Verona, in Italia.  Grosse nuvole minacciose fluttuavano nel cielo grigio. "Con questo gelo forse oggi pomeriggio nevicherà" pensò Giacomo, immaginando l'enorme pupazzo di neve che lui e i suoi fratelli avrebbero fatto in giardino. Era seduto sul sedile posteriore della macchina di papà e stava andando a scuola. Lungo la strada, alberi sfavillanti di lucine colorate preannunciavano l'arrivo del Natale.

Arrivato a scuola, Giacomo sbirciò nello zaino che cosa la mamma gli aveva preparato per la merenda…
Ehi! La mamma gli aveva fatto uno scherzo! C'erano dodici ciabattine numerate, dal 7 al 18. Molto confuso provò a dare una leccatina alla numero 7. Bleah! Che schifo, era di stoffa! Allora l’ aprì e vi trovò un dolcetto e una tessera di puzzle.
"Ne dai una anche a me?" chiese gentilmente Lara, la sua compagna di banco.
Lara aprì la ciabattina numero 8 che, oltre al dolcetto e alla tessera del puzzle conteneva un biglietto: "Se tutti insieme ci consideriamo un unico pianeta, arriveremo uniti e forti alla stessa meta." I due bimbi si guardarono perplessi. "Certo che la tua mamma è strana" osservò pensosa Lara.

Anche alla maestra Bertilla quella mattina era accaduta una cosa misteriosa. Uscendo di casa per recarsi a scuola, nella cassetta della posta aveva trovato un grande foglio piegato. Era sicura di aver già ritirato la posta il giorno prima... quindi chi l’aveva messo? Lo dispiegò e vide che si trattava di un cartellone raffigurante il mondo, con incollate delle tessere di puzzle e una strana storia, priva di finale e scritta a lettere d’oro, che raccontava di un piccolo lappone.
Era un cartellone molto bello e decise di portarlo con sé per appenderlo in aula.

La classe era in gran fermento. Lara sventagliava un bigliettino in una mano e nell'altra una tessera del puzzle simile a quelle incollate al cartellone che la maestra Bertilla recava con sé. Anche Giacomo, che stava ancora leccandosi i baffi per il delizioso dolcetto trovato, teneva in mano un'uguale tessera. Sul suo banco campeggiava un mucchietto di ciabattine multicolori.
La maestra Bertilla, che insegnava da molti anni, capì che cosa doveva fare. Affisse al muro il cartellone e fece distribuire una ciabattina a ogni bambino. "Si tratta di un messaggio importante- spiegò ai suoi alunni di terza B -vediamo un po' di capirci qualcosa".

Ogni scolaro aprì la sua ciabattina. Ognuna conteneva un dolcetto e una tessera di puzzle, così ogni bambino poté incollare il proprio pezzetto sul cartellone.
Leonardo aveva trovato anche un foglietto che recava scritto un altro pensiero:"Se scomponiamo quest'unico pianeta in tutti i suoi elementi, ci rendiamo conto che sono molto differenti".
"Chi sa dire che cosa potrebbe significare?" chiese la maestra Bertilla, guardando sorridendo il faccino curioso dei suoi alunni.

Sofia nella sua ciabattina aveva trovato anche quattro fagioli, uno nero, uno giallo, uno verde e uno marrone. "Beh i miei fagioli sono quattro fagioli di tipo diverso, eppure restano fagioli, uguali e diversi allo stesso tempo... quindi...
"Quindi - la interruppe Orlando, che voleva assolutamente dire la sua- significa che tutti noi siamo diversi, per aspetto, pensieri, emozioni"...
"Possiamo essere diversi anche per Paese, cultura e religione - continuò Sofia - ma in fondo siamo uguali e dobbiamo tenderci la mano".
La maestra Bertilla sorrise e guardò oltre i vetri della finestra. Fuori cominciava a nevicare.


   Magali, nel ritornare da scuola, passò dalla spiaggia e si sedette all'ombra di una palma, godendosi la vista dell'Oceano Atlantico che luccicava sotto il sole cocente. "Sembra che anche l'oceano si sia adornato con lucine di Natale" pensò. Teneva in mano il lavoretto natalizio che aveva preparato a scuola: un alberello addobbato a festa e spruzzato di farina bianca.
"Come mi piacerebbe vedere la neve!" sospirò. Ma non c'era nessuna speranza che a Bahia, la città del Brasile in cui viveva, si mettesse un giorno a nevicare. Faceva caldo tutto l'anno.

Vicino a lei si sedette una vecchina. Magali la conosceva bene. Era la vecchina che ogni giorno percorreva in lungo e in largo l'immensa spiaggia di sabbia bianca per vendere le nuvole di zucchero filato rosa sigillate in buste di plastica trasparente, che teneva insieme in un gran mazzo. Sembravano palloncini pronti a spiccare il volo.

"Magali, ho qualcosa per te" disse, e le lasciò cadere in grembo un fagotto. Magali lo aprì. Dentro c'erano sei ciabattine colorate. "Per te e i tuoi fratelli" continuò la vecchina e si allontanò con passo dondolante.
La bambina aprì una ciabattina, dentro vi trovò la tessera di un puzzle, un dolcetto e un biglietto: "La paura è vinta dalla conoscenza se la usi con grande intelligenza". Aveva bisogno dei suoi fratelli! Raccolse il fagotto, i libri  di scuola, il lavoretto di Natale e corse a casa.

A casa trovò tutti e cinque i suoi fratelli riuniti intorno al tavolo della cucina, intenti ad ammirare un bellissimo cartellone che raffigurava un mondo e tanti bambini di ogni colore che si tenevano per mano.
"L’ha portato la vecchina dello zucchero filato!" esclamò Francisco, il più piccolo dei suoi fratelli.  Magali consegnò a ognuno di loro una ciabattina.
Francisco nel suo trovò un semino rosso, con un biglietto: "Sai tu dire se questa è una bacca velenosa, un semplice seme o una cosa prodigiosa? Quando qualcosa non sai, comincia a cercare e dubbi più non avrai".
"Che cosa significa?" domandò Marlucia, una delle sorelline.
"Molto facile, - rispose Edi, il fratello maggiore - se non conosci nulla tutto fa paura, anche le cose semplici, anche le cose solo un po' diverse da quelle che ci stanno intorno".

La vecchina era apparsa sulla soglia di casa e li guardava sorridente: "Il messaggio di questa lunga storia è dunque questo: se voi bambini vi tendete la mano, cercate di essere uniti e cercate di conoscere e apprezzare le vostre diversità invece di temerle e disprezzarle, farete un gran bene a tutto il mondo. Noi adulti abbiamo combinato grossi pasticci, forse voi riuscirete a costruire un futuro migliore!”.

venerdì 7 dicembre 2012

storia di Natale



Le aule deserte. Ci intrufoliamo nella terza B. Disponiamo sui banchi le ciabattine di pannolenci, i biglietti, le caramelle.
Salgo su di una sedia e con alcune puntine fisso lo spago al muro. Intanto Elia nasconde una caramella in ogni ciabattina.
- Passami la blu, per favore.
Il mio piccolo aiutante esegue, preciso e compito. Lego la ciabattina blu allo spago.
Ora tocca la ciabattina fucsia. Poi quella verde, quella rossa, quella azzurra...
Quando abbiamo finito passiamo nella terza A. Anche qui, Elia mi aiuta ad allestire la sorpresa per gli alunni di terza.
Una volta tornati dalla gita, i bambini troveranno un calendario dell'Avvento particolare.
A ciascun bimbo, una ciabattina. Ogni giorno, fino a Natale.
Insieme alla caramella troveranno un biglietto. Su ogni biglietto, un pezzettino di storia.

STORIA DI NATALE (prima parte)

Un gelido pomeriggio di dicembre, nell'estremo Nord della Finlandia, un piccolo lappone di nome Olle si recò a pescare. Con un seghetto fece un buco nel lastrone di ghiaccio sotto il quale ruggiva il mare e guizzavano, agili, grossi pesci succulenti. Gettò l'amo in acqua e si accinse ad aspettare pazientemente. Quando la lenza si tese, Olle tirò con tutte le sue forze e quale non fu la sua sorpresa quando, invece di un bel pescione, si ritrovò fra le mani una voluminosa borsa a fiori.
Si tolse i guanti di lana e forzò la serratura... la borsa si aprì e il piccolo lappone ne rovesciò il contenuto sul ghiaccio: erano sei ciabattine di stoffa colorata e ognuna aveva un numero ricamato sopra.
Il bimbo prese la ciabattina numero 3, il suo numero preferito, e cercò di aprirla, ma  inutilmente. Riuscì facilmente ad aprire la numero 1 e al suo interno trovò un dolcetto, che mangiò subito, una tessera di puzzle e un biglietto:"Tu sei un bambino fortunato, un messaggio ti sarà svelato". Cercò allora di aprire la ciabattina numero 2, ma questa rimase ostinatamente chiusa. Stupito ed emozionato afferrò la borsa e le ciabattine e corse a perdifiato a casa della sua migliore amica, Suvi.

Suvi era seduta al tavolo della cucina, intenta a fare i compiti di scuola e, accanto a lei, il suo fratellino minore stava pasticciando su un foglio con i pennarelli. Il piccolo lappone entrò trafelato.
 "Suvi, guarda cosa ho pescato! - gridò - una borsa magica!" e spiegò la sua avventura all'amica. Suvi ascoltò attenta.
 "Proviamo ad aprire un’ altra ciabattina" disse infine.

" Io non ci sono riuscito" le rispose Olle.
 "Lascia provare me!" fece Suvi. La bimba ci riuscì. Nella seconda ciabattina c'era un dolcetto, che Suvi divise con il fratello, una tessera di puzzle e un altro biglietto: "Se i bambini di tutto il mondo si tengono per mano, insieme di certo andranno lontano".

"Lontano?" chiese Olle. "Io non ho nessuna voglia di andare lontano! Mi piacciono i miei amici, la mia casa, mi piace pattinare sul ghiaccio e mangiare il pesce che pesco nel mare."
 "Mmmh - fece Suvi - vuol dire un'altra cosa, mi sa. Lontano, cioè si arriva dove si vuole se tutti i bambini del mondo collaborano e cercano di capirsi e accettarsi.”
 "Adesso tocca a me!" sbottò il fratellino di Suvi. Detto fatto, la ciabattina numero 3 fu aperta, il dolcetto mangiato e la tessera del puzzle trovata.
"Ora dobbiamo trovare altri tre bambini per le altre ciabattine! - esclamò Olle -Ci sarebbero i fratellini della casa accanto, ma sono un po' strani, non mi piacciono molto." 
"Ma allora non hai capito niente"-sbottò Suvi, seccata - collaborazione, è il segreto. Se non cominciamo noi bambini, dove andremo a finire?"

I tre fratellini, che erano appena arrivati in quella città perché il loro papà vi era stato trasferito per lavoro, stavano guardando la tivù, ma furono contenti di accogliere i nostri amici. A ognuno di essi fu consegnata una ciabattina, poi tutti insieme decisero di preparare un cartellone, incollandovi sopra le tessere del puzzle e i bigliettini. 
Alla fine mangiarono tutti insieme, ridendo e scherzando, una torta al cioccolato preparata dalla mamma dei fratelli. Improvvisamente l'impetuoso vento del Nord spalancò una finestra, rubò il cartellone e se lo portò via, chissà dove... ma i bambini avevano capito il messaggio. 

martedì 27 novembre 2012

multata

Torniamo a casa, dopo le solite faccenduole della mattina: i tre grandi portati a scuola, quattro chiacchiere con le amiche, la spesa al supermercato.
Varchiamo la soglia e già assaporiamo le ore di solitudine che ci spettano, ma...
ah, che disastro, che disordine!
- Mio piccolo Elia, possibile che tu ed io siamo i soli ordinati in questa famiglia?
- Tu e io, mamma!
- Ma guarda tu che roba: lego e fogli di carta e calzini puzzolenti ovunque!
- Giamo, Ando e Tato. Io no!
- Proprio quei tre...
- Tu bella, mamma.
- Per non parlare di tuo padre... mai conosciuto un tipo più disordinato!
- Papà-lavoro, mamma?
- Proprio quello. Mi sa che oggi ci tocca fare un po' le casalinghe, Elia.

Dopo un'ora di lavoro indefesso, siamo sfiniti.
- Prendiamoci una pausa, bimbo. Caffè, succo d'arancia, un biscotto.
- Due biscotti, mamma!

Sgranocchiando, elaboriamo una strategia: Elia ed io non siamo nati per fare le cenerentole!
Prendo carta e penna. E' ufficialmente istituito il "Mese delle multe":
* indumenti sparsi in cucina: 50 centesimi;
* pipì sotto il water: 50 centesimi;
* lego appuntiti nascosti tra i cuscini del divano: 50 centesimi;

In pochi giorni Elia ed io possiamo permetterci la brioche in pasticceria. Altro che cenerelle!

Ma qualcuno (il più disordinato di tutti) passa al contrattacco.
Leonardo si siede al tavolo da cucina con carta e penna. Comincia a scribacchiare. Scribacchia. Scribacchia. Sbircio.
"Mese delle multe". I genitori: 
* non devono disturbare i bambini quando sono impegnati nei loro giochi (multa di 50 centesimi); 
* non devono ballare in camera dei bambini (multa di 50 centesimi)".
- Ma scusa, chi balla?
- Il papà. Balla sempre in camera nostra!

* Non devono dire parolacce (il papà) nemmeno quando si martellano un dito (50 centesimi a parolaccia);
* devono dar bada ai bambini (la mamma) anche quando sono al computer (50 centesimi ogni "sì sì" senza senso).
Touché.

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