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martedì 2 aprile 2013

il mio pesce d'aprile preferito


..."Gentile signora, può cortesemente controllare lo zaino di Orlando? Da due giorni non porta a scuola il quadernone di italiano."

- Mamma, non lo trovo da nessuna parte!
Strano. Mi pareva proprio di averlo infilato nello zaino io stessa...
Infatti. Solo che l'avevo infilato nello zaino sbagliato e Leonardo, che vive felice e distratto a due metri da terra, lo aveva lasciato lì, trovando la cosa di poco interesse.

Un figlio in quinta, uno in terza e uno in prima. Quest'anno faccio un po' di confusione. Avvisi da firmare, riunioni a cui partecipare, gite da finanziare,  svariato materiale scolastico da procurare, lezioni sul corpo umano e sui dinosauri da ascoltare. La linea dei numeri da controllare.
Il terzo figlio si deve un po' arrangiare.
E Orlando, zazzera bionda e vestiti di terza mano, si arrangia e va per il mondo con fiero cipiglio e passo ardito.
Meglio se con l'amata enciclopedia per bambini sottobraccio.

In cucina, sto sbizzarrendomi in un fantasioso piatto per la cena.
- Mamma? Sai che il sole si spegnerà tra cinque miliardi di anni? C'è scritto sul mio libro. Meno male che ci rimane ancora un bel po' di tempo...

In bagno, sto strigliando un recalcitrante quarto figlio.
- Mamma? Lo sai che sopra gli 8000 metri, sull'Everest inizia la "zona della morte"? Bisogna usare le bombole d'ossigeno!


Sul divano, sono immersa nella lettura.
- Mamma? Ho scoperto cosa mi ha punto stanotte: una "cimice del letto"! C'è scritto sul mio libro.
- Accidenti...
Il terzo figlio mi insegna un sacco di cose.

Il terzo figlio sta crescendo. E ha ricevuto il suo primo invito a fare merenda a casa di un compagno di classe.
Orlando è elettrizzato e passa tutta la cena a ciarlare del suo amico B.
- Lo sapete che amico B. ha un pitbull americano?!? non vedo l'ora di vederlo!
- Ehm, cara... tu lo sapevi?
- ...
- Orlando, non andare a controllargli i denti! Cara, avviserai la mamma di amico B, vero?
- E poi sapete... amico B e il suo papà vanno a caccia ogni domenica. Cacciano gli animali!
- Cara...
- Ma lui non va mica a casa di amico B di domenica...

Sì, il terzo figlio sta crescendo. E ieri ha compito sette anni!

martedì 16 ottobre 2012

troppe cornicette


Due grembiulini blu svolazzano su per le scale della scuola. Appena prima di sparire dentro il portone si voltano e sorridono. Poi scompaiono.
Uno zaino munito di gambe e braccia si trascina pesantemente su per le scale della scuola. In ogni passo c'è tutta la sua rabbia. Appena prima di sparire dentro il portone, il grosso zaino si volta, rivelando un faccino congestionato dal pianto.  Due occhi colmi di lacrime mi fissano disperati e accusatori. Mi si stringe il cuore. Poi lo zaino scompare oltre la soglia.
Manina nella mano,  Elia ed io rimaniamo sul marciapiedi deserto. Un po' smarriti.
Le otto di mattina. Sono già stanca...

- Buongiorno, bambini, è pronta la colazione!
- Ciao, mamma!
-  Buongiorno, mamma. Che sonno...
- Già ora di alzarsi?
- Io, non mi alzo.

La colazione non gli va bene. Il latte non è abbastanza freddo. O non è abbastanza caldo.
I biscotti non sono quelli giusti. Perché i fratelli lo guardano storto? Sono un mucchio di puzzoni.
- Io non mangio.
- Ma prima di andare a scuola, la colazione la devi fare...
- Ma io a scuola non ci vado.
- Orlando, a scuola tu ci vai.
- NO, NON CI VADO! OGGI C' E' LA MENSA, LA GIORNATA E' TROOOPPO LUNGA!!!

- Bambini, sbrigatevi a vestirvi! I grembiuli... le giacche... i cestini del pranzo...
- Io a scuola non ci vado. E' noioso.
- Orlando, se non indossi la giacca te la metto io, e allora, sono guai!
- MA MAMMA, LA SCUOLA E' BLEAH!
- Ma dai, Orlando, che fai arrivare in ritardo anche noi!
- Giacomo, stai zitto, per piacere. Orlando, sto finendo la pazienza...
- MA, MAMMA,  MILLE ORE A SCUOLA! A SCRIVERE SOLO DATE E A FARE   CORNICETTE  E CORNICETTE E CORNICETTE! TUTTO QUEL TEMPO SPRECATO!
- Be', mille ore proprio non sono...
- Leonardo, zitto anche tu.

Poi, finalmente, partiamo.

Appena prima di salutarci, Orlando si stringe a me.
- Mamma? Sai, anche se mi annoiano tutte quelle cornicette, io però mi impegno lo stesso...
Gli arruffo la zazzera bionda.
- Lo so, piccolo.

Da un mese è così, ogni mattina.

Ma la settimana prossima inizia il mio corso di yoga.

OOOOOOOOOOOM.


mercoledì 13 giugno 2012

Crac!

E' notte fonda.
Tre tizi, accasciati su di un letto matrimoniale, stanno dando fondo ad una vaschetta di gelato al cioccolato.
Avviciniamoci.
I tre tizi sono un papà, una mamma, un bambino.
Avviciniamoci ancora un poco.
Il papà e la mamma sono i signori 6cuori. Il bambino è Orlando. Tutti e tre hanno un'aria stravolta. Il gelato sta per finire. La mamma pensa che non tutto è perduto, rimane il barattolo della nutella. Adesso manda il papà in cucina a prenderlo, decide. Ma un urlo la distoglie dal consolatorio proposito.
- Mamma, mamma, grattami, grattami, grattami!
La mamma molla il cucchiaio colmo di gelato e afferra la gamba del bambino. Gratta l'unica cosa che si può grattare: la punta dell'alluce. Già. La gamba di Orlando è ingessata. Tutta.

Il fattaccio.
Ultimi giorni di scuola. Il debutto del coro di mamme. Il mercatino per la raccolta fondi. Un turbinio di recite e feste.
Compleanno al parco giochi. I bambini 6cuori e la loro mamma smontano dall'opel tutti eleganti. Fanno gli auguri ai festeggiati e poi non c'è nemmeno il tempo di assaggiare un pasticcino: una femmina (!) di nove anni piomba con la bicicletta tra i bambini. Un aggrovigliarsi di raggi, pedali, braccia e gambe. A terra resta Orlando, che ulula come un calciatore.
Dopo quindici minuti Orlando non muove ancora la gamba. Disdegna perfino una fetta di torta alla panna. E qui, mamma 6cuori comincia a preoccuparsi.

Le mamme.
Portano una coperta per adagiarvi Orlando. Corrono a casa a prendere del ghiaccio. Offrono bibite e consigli.
- Sarà frattura? Magari a legno verde.
- Il papà di E è radiologo, lo faccio avvicinare...
- Sì, magari ha i raggi X portatili!
- Io lavoro in ospedale, adesso tiro la gamba e vediamo...
- Giù le mani dal mio bambino!
- In ospedale ci lavoro anch'io. Ti accompagno al Pronto Soccorso.

I fratelli.
Elia sistema i tovagliolini di carta bagnati sulla gamba di Orlando.
La mamma, che non ha occhi che per Orlando, si dimentica di avere altri figli, di cui un duenne, sparsi per il parco. Leonardo si occupa di Elia, lo sistema sull'altalena e lo fa andare su e giù, su e giù.
Giacomo porta l'acqua, porta i cuscini e ingessa anche la gamba di Papu, il fedele orsetto di Orlando. Con la sua nuova macchinetta digitale, fa al fratello centinaia di foto, non ci scorderemo di questi momenti.

Le amiche.
Le amiche si portano a casa Giacomo, Leonardo ed Elia quando la mamma corre all'ospedale.
Le amiche si fanno trovare all'uscita dalla sala gessi, alle nove di sera, quando, finalmente, Orlando e la sua mamma, dopo la Sala d'Attesa, il Pronto Soccorso, la Sala d'Attesa, la Sala Raggi, la Sala d'Attesa, il Reparto Ortopedia, dove tutti sono stati molto gentili, sono pronti per tornare a casa.

Il papà.
Il papà torna a casa alle 21,30. A vedere il suo figlioletto adagiato sul divano con la gamba tutta bianca, quasi gli viene un mancamento.
- Perché non mi hai avvertito, chiamato al lavoro, fatto tornare a casa?

Queste femmine. Hanno fatto proprio tutto loro. Dalla a alla z.



giovedì 17 maggio 2012

super eroe

Zoom. Zig-zag. Woosh. Tump.
Parcogiochi. Un super eroe di nome Orlando volteggia tra gli alberi. Si posa elegantemente sulla cima dello scivolo. Una discesa fulminea con le sue super scarpe e si ferma aggrappato alla rete di una giostrina. Con un balzo raggiunge l'altalena. Una spinta e via, spicca il volo. Atterra in mezzo alla pista delle biciclette. Una giravolta, un pugno a due malviventi immaginari che lo stanno inseguendo e il super eroe Orlando, concentratissimo, continua la sua missione.
Zoom. Zig-zag. Woosh. Tump.
- Aiuto! Aiuto!
Un grido spezza la quiete del pomeriggio. Proviene da un gruppetto di bambine, che stanno facendo merenda sull'erba. Un orribile mostriciattolo è piombato tra i bicchieri e i piattini del loro picnic. Un millepiedi?
Il super eroe Orlando, un turbinio di mantello, raggiunge le donzelle. Si china sul mostriciattolo, lo afferra delicatamente con due dita e lo posa su di un cespuglio poco distante.
Le bambine lo guardano grate.
- Grazie!
- Prego.
Il super eroe Orlando è di poche parole. Si volta e corre via. Verso un'altra avventura.
Zoom. Zig-zag. Woosh. Tump.

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