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domenica 2 ottobre 2011

Il mulino delle streghe



La strada è bellissima. A tratti si inoltra nella foresta, costeggia corsi d'acqua e immensi prati verdi,  incontra fattorie e case dalle facciate decorate con piccole tegole di legno. La nostra meta è il Mulino delle Streghe (Hexenlochmühle).
Il Mulino ospita un negozio di souvenir (orologi a cucù e streghette di pezza) e un ristorantino. Come dei veri turisti, alle quattro di pomeriggio abbiamo ordinato salsicciotti con salsa di cipolle e patatine fritte, innaffiati con birra (noi) e acqua gasata (loro).

- Avete visto, bambini? L'acqua arriva alla ruota e la fa girare...
- Mamma,  Elia si è tolto una scarpa e l'ha gettata nel canale!
- Oh no, era l'unico paio! Gli sarà scivolata, poverino...
- No, no, l'hai gettata tu vero, Elia?
- Sì!
- Ehi, ha detto "si"!
- E' il primo figlio che impara a dire "si" prima di "no".
- Dì "sì" piccolino!
- Sì, sì, sì!
- Ma che bravo!
- Sei bravissimo!
- Sì, sì, sì!
- Intanto è senza una scarpa.
- Speriamo che non blocchi la ruota...
- Sì, sì, sì!

 Ai bambini dispiaceva lasciare lì quella scarpetta numero 20, così, nottetempo, prima dell'arrivo delle streghe, con un tipico ramo ad uncino della Foresta Nera, il papà l'ha recuperata.
Il viaggio è continuato.
Senza macchina fotografica. La batteria si è scaricata e la mamma ha lasciato il caricabatterie in Italia.
A Schonach, dove i bambini hanno giocato con gli scoiattoli che scorrazzano su e giù dagli alberi del parco cittadino, abbiamo visitato il cucù più grande del mondo. Un inquietante "uccellino" di 70 chili ha cinguettato il suo CUCU' per undici volte.  Temevo che Elia si spaventasse, ma lui non ha fatto una piega: se esistono strani esseri giganti che fanno MUUU,  possono esistere anche strani esseri ciccioni, che fanno CUCU'. Il mondo è ancora tutto da scoprire.
A Gutach, c'è un interessantissimo museo interattivo all'aperto. Fattorie, officine, laboratori, mulini. Tutti edifici autentici,  che, trasportati qui da diverse parti della regione e fedelmente ricostruiti, mostrano ai visitatori come vivevano un tempo gli abitanti della Schwarzwald.
Ci sono anche caprette, cavalli, mucche. 
Giacomo, Leonardo e Orlando hanno provato a mungere una mucca di plastica, con scarsi risultati. 
Io sono rimasta senza parole davanti ad un orto di zucche: tante, enormi, stupende zucche arancioni. Il mio pensiero è corso all'unica zucchetta del mio orto, caduta miseramente dalla pianta quando misurava sì e no cinque centimetri. 
A Triberg abbiamo visto le cascate più alte della Germania. 
I bambini, insieme al papà, hanno scelto il mio regalo di compleanno: un orologio a cucù!

Per un altro resoconto di viaggio, vi rimando a lei.

domenica 18 settembre 2011

Foresta Nera.



E' scesa la sera.
I bimbi dormono già.
Lui, tutto allegro, sta stirando una camicia sulla sua nuova asse da stiro.
Lei, spaparanzata sul divano, si sta aggiornando.

- Cara, che dici... partiamo?
- Partiamo!

La mattina dopo, figli e bagagli, partiamo.

Ci addentriamo nella Foresta.
Io, con Cubetto fasciato sulla schiena, apro la fila. Lui la chiude. I tre piccoli esploratori in mezzo. Bisbigliano.
- Pss, non diciamolo alla mamma, ché ci rimane male, ma questa Foresta non mi sembra tanto Nera...
- A me sembra verde scuro.
- Però gli alberi sono altissimi!
- Guardate questi tronchi abbattuti: o è stato un fulmine o è stato un orso.
- E' stato un orso, di sicuro!
- Accipicchia. E se lo incontriamo?
- Io ho portato qualcosa contro i cinghiali.
- Fai vedere!
- Corn flakes! Ne ho le tasche piene.
- Ecco perché crocchi così tanto mentre cammini.
- Ne volete un po'? Se incontriamo un cinghiale gli lancio i corn flakes e scappiamo...
- E se non gli piacciono?
- E gli orsi? Agli orsi  non piacciono di sicuro... e io il miele nelle tasche non me lo metto.
- La mamma si arrabbierebbe troppo.
- E la mamma? Come fa a scappare con quel cicciottello aggrappato alla schiena? Mica la voglio lasciare qui nella Foresta!
- Papà, mamma... che ne dite se torniamo? Comincia a fare scuro, la Foresta sta diventando Nerissima!

martedì 7 giugno 2011

sogni


Il mio sogno è di poter percorrere, un giorno, il Cammino di Santiago.
Quando i miei figli saranno abbastanza grandi da poterli lasciare per più di tre giorni...
Quando io sarò abbastanza grande da riuscire a stare senza di loro per più di quattro ore...
Quando troverò qualcuno disposto a tenerli per più di un pomeriggio...
Mi piacerebbe anche portarli con me. Quando sarò abbastanza certa che il pellegrinaggio non diventi un martirio.

foto di Ilda Casati

Quest'anno... Dove andiamo?
Non lo sappiamo ancora! A fine giugno, forse diretti a Nord, forse diretti a Sud,  intraprenderemo il nostro viaggio.
E' già, questo, un sogno che si realizza: viaggiare tutti insieme, con il nostro piccolo Elia.

Questo post partecipa all'iniziativa di Mens Sana  

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