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Quarantena?

 Sabato mattina. Casa. Normale giornata di homeschooling. "Oggi, mamma, non facciamo scuola perché è sabato." "I tuoi fratelli sono a scuola, quindi facciamo scuola anche noi, Elia." "Va be', allora facciamo scienze. Però, degli esperimenti." Trillo del telefono. "Mamma? Sono Giacomo..." "Ciao! Che è successo? Stai male?" "No, ci hanno fatto uscire, un prof ha il Covid." "Accidenti! Come sta? Sei in quarantena? Devi fare il tampone? Dobbiamo fare il tampone? Oddio... siamo tutti in quarantena?" "Non so niente, mamma, il preside sta cercando di contattare l'autorità sanitaria, ci darà comunicazione appena possibile. Mi vieni a prendere?" "Passo prima a prendere Orlando. Intanto tu vai in libreria a comperarti un libro, vai a prenderti un cappuccino..." "Il preside ci ha consigliato di non entrare da nessuna parte. Faccio un giro sul fiume con il compagno F". "Già, che tonta.

Cronache scolastiche ai tempi del Coronavirus

Giacomo è carico di verifiche. I professori si buttano avanti, perché hanno paura di un ritorno alla didattica a distanza. Alcuni, però, hanno anche molta paura a rimanere a scuola. Indossano, oltre alle mascherine, caschi di plexiglas e camici e hanno buttato lì, ai ragazzi, di procurarseli anche loro, i caschi.  I ragazzi, durante le lezioni di questi professori, di loro iniziativa, per non impaurirli troppo, indossano sempre la mascherina anche se sono seduti al banco. Giacomo e i suoi compagni di classe sono i diciottenni che, se sono nati dopo febbraio, non hanno fatto la festa dei diciotto con gli amici e che visto il nuovo decreto, hanno anche responsabilmente annullato la cena di classe di sabato prossimo.   Da qualche giorno a  Leonardo sono arrivati i banchi nuovi. Ma loro, in classe, sono tanti e i banchi nuovi non ci stanno, così continuano ad usare le seggioline da conferenza. "Be', dovremo bocciare qualcuno di voi",  ha detto la prof d'inglese con vero B

Cinghiali

 Gira voce che nei dintorni vi siano dei cinghiali. Voci supportate da qualche foto pubblicata sul giornale locale, da qualche sacchetto delle immondizie trovato sventrato fuori dalla porta. Il vicino ha avvistato tracce del loro passaggio nel vigneto confinante. Io e papà 6cuori ogni tanto, la domenica, andiamo a farci una passeggiata per le campagne circostanti. Orlando, il naturalista di casa, avverte:"State attenti ai cinghiali!". Sì, sì, certo, facciamo noi. Tranquillo! E ce ne andiamo alla chetichella, lasciando i quattro alle prese con i compiti. Siamo in mezzo alla Natura. Il sole tiepido sulla faccia, il profumo d'autunno che ci avvolge. Camminiamo spensierati. "Ehi, 6cuori, guarda lì!", esclama lui ad un certo punto, "un cinghiale!" Guardo. Al di là di una staccionata di legno scorgo un ammasso scuro con quattro zampe. Non lo vedo bene perché mi dà le spalle. Cioè, il sedere. E' immobile, tranquillo. "Dici? Sei sicuro?" "No

Banchi e mascherine

Un grande cesto rosso, pieno di merende. Di schiacciatine, cracker, tarallucci. Di brioches alla marmellata, alla crema, al cioccolato. Di biscotti ai mille gusti più uno. Ogni figlio, la sera, quando si prepara lo zaino per la scuola, ne sceglie una per la ricreazione del giorno dopo. Da qualche giorno Orlando ne prende due. "Hai tanta fame, a scuola?" "Non tanta. Ma quando mangio posso togliermi la mascherina, così passo tutta la ricreazione a mangiare merendine". Orlando è un po' scoraggiato, perché, nonostante  il metro di distanza tra rime boccali sia rispettato, gli studenti sono stati invitati a tenersi le mascherine per tutte le cinque ore di lezione. "Che te ne pare dei tuoi nuovi compagni di classe?" chiedo. "Non so, non li vedo mai in faccia, mamma!" "Ma ci parlerai ogni tanto!" "Non parliamo. Siamo troppo impegnati a respirare".   Leonardo, invece, la mascherina, quando è seduto in aula, se la può togliere. S

E' iniziata la scuola

 Erano a casa dal 22 febbraio. Alle otto accendevano i computer e "andavano a scuola", qualcuno facendo colazione durante l'appello. Passavano la ricreazione tutti insieme in cucina e, sì, si aiutavano nelle verifiche e interrogazioni online. C'era anche il kobudo tutti insieme, durante le lezioni di ginnastica di Leonardo. Online, Orlando ha dato l'esame di terza media. Online, Elia l'esame di fine anno di "scuola a casa". Abbiamo passato tanto, troppo, tempo al computer.  Abbiamo trascorso tanto, tanto, tempo insieme. E oggi è il 14 settembre (che sarebbe anche il compleanno della mia mamma, che però non è più qui...). Erano mesi che non ci svegliavamo così presto, che non programmavano al secondo l'accensione dei motori, il percorso nel terribile traffico cittadino, per lasciare ogni figlio davanti al cancello della scuola giusta all'orario giusto. Giacomo e Leonardo quest'anno sono nella stessa sede, ma all'interno dell'edific

#iorestoacasa. Con il mal di testa

Così a Pasqua, mi sono consolata dei miei capelli arancioni con il mio uovo di cioccolato. E quando l'ho finito tutto ho assaggiato le uova di cioccolato dei figli. E quando mi è scoppiato un terribile mal di testa a causa di tanta ingordigia, sono rimasta a letto quattro giorni. In camera mia, al buio, fuori uso, con una pezza bagnata sulla testa, ad aspettare che il tempo e il mal di testa passassero. La vita in casa seicuori continuava, intanto. Me ne giungevano echi. Echi vicini: "Cara... scusa, ti disturbo?" "..." "Come faccio a mandare i compiti di geometria di Orlando alla prof?" "Scusa cara, io vado. Devo fare spesa, stasera?" "..." "MAMMA!,  JiJi (che è il gatto di Giacomo) è stato attaccato dal pollo (che è la gallina di Orlando)! E' riuscito a scappare, per fortuna, e si è rifugiato sul cipresso e non scende più!" "..." "Mamma, abbiamo fame. Che mangiamo?" "...&qu

Domani è Pasqua

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Questa mattina abbiamo iniziato i preparativi pasquali. Abbiamo preso dal giardino dei rami d'ulivo, li abbiamo decorati con nastri e uova di carta colorata e abbiamo chiamato la nostra creazione "Albero di Pasqua". Poi abbiamo modellato con la creta dei portauova a forma di gallina (circa), per le uova sode di Pasquetta. Poi, fremente di gioia, mi sono chiusa in camera mia a tingermi i capelli con la mia nuova tinta "Rosa intenso" . Mentre aspettavo i trenta minuti, come da istruzioni, e con la testa che profumava di lampone, ne ho approfittato per dare una spuntatina ai capelli di Giacomo e Leonardo. Entrambi portano i capelli lunghi, legati con un elastico. Ho cominciato da Giacomo. Con fare professionale ho spuntato di qua e di là e, a furia di spuntare e pareggiare, perché i capelli erano sempre più lunghi da un lato, sono diventati corti. Giacomo, che è buono e gentile, ha sospirato e mi ha si è consolato con un: "Va be', mamma, ricresceran