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mercoledì 18 marzo 2020

#io resto a casa: lezioni online

Da due settimane, Giacomo e Leonardo seguono videolezioni.
Sveglia alle 7.30, colazione con tè e biscotti, poi Giacomo si prepara di tutto punto, come dovesse uscire. Alle 8.00  è alla sua, ormai, postazione, nello studio del papà. Il computer è acceso, sullo schermo compaiono i visi sorridenti dei compagni. Qualche scambio di battute tra professore e ragazzi, poi la lezione comincia.
Sveglia alle 7.30, colazione velocissima alle 7.55, poi Leonardo si prepara di tutto punto, come dovesse uscire. Alle 8.04 si sistema alla sua, ormai, postazione, sulla scrivania in sala, con le porte finestre che danno sul giardino. Il computer è acceso, sullo schermo compare il viso della professoressa, e nessuna altra faccia: solo dei bollini colorati con dentro le iniziali maiuscole di nome e cognome di quindicenni ritrosi. Le videocamere e i microfoni vengono attivati soltanto quando la professoressa chiama. Comincia la lezione.

 Oggi, la professoressa di latino si è stufata:"Ragazzi, è deprimente parlare a delle icone! Vi prego di fare vedere le vostre belle facce!". A Leonardo, riservatissimo, restio a mettersi in mostra, non resta che adeguarsi.
La videocamera viene accesa.
Noi, lo abbiamo saputo dopo.
In primo piano, il bel faccino di un quindicenne ordinato, dallo sguardo attento.
Sullo sfondo:
- una mamma, scarmigliata ed ignara, che compare due o tre volte, barcollando sotto il peso di montagne di bucato da stendere fuori in giardino. Del resto, oggi c'è il sole e lei ha letto da qualche parte che il sole uccide il coronavirus e ne vuole approfittare e non sa di essere in onda.
- un bambino di nove anni, infagottato in un pigiama di Cip e Ciop fuori misura, ma tanto morbido. Del resto questi giorni sono quasi una vacanza, lui ha già fatto matematica e adesso gioca allo Jedi e lui non sa di essere in onda.
- un ragazzino di tredici anni, spettinato, rosso in viso, che corre avanti indietro dal giardino, diverse volte, trafelato. Del resto è in collegamento Skype con il suo professore di musica e i compagni di classe e deve far vedere loro tante cose, e non sa di essere in onda.
Passa una volta, tenendo in mano delle uova, poi sparisce dallo schermo.
Passa un'altra volta, tra le mani un porcellino d'India. Poi sparisce dallo schermo.
La volta successiva compare camminando lentamente, stringendo amorevolmente  tra le braccia una gallina.
La gallina si divincola, sbatte le ali.
La gallina svolazza per la sala.
Il ragazzino di tredici anni spettinato si sbraccia. Si rivede comparire anche il bambino che indossa il pigiama morbido di Cip e Ciop. Si sbraccia anche lui. Compare anche la mamma scarmigliata. Sullo sfondo, si vedono tutti e tre sbracciarsi, correre di qua e di là dietro alla gallina svolazzante.
Si vedono solo le immagini. Il microfono è spento.

Terminata finalmente la lezione, Leonardo appare molto provato. D'ora in poi, con effetto immediato:
- ha precluso a noi tre scellerati l'entrata in sala durante le videolezioni.
- ha dichiarato che mai e poi mai lo costringeranno ancora ad attivare la videocamera.
- ad ogni buon conto, ha girato il computer verso il muro, tranquillamente e prevedibilmente bianco. 

domenica 18 novembre 2012

4 cose da fare con gli orsetti gommosi

Uso numero 3

Gnam gnam gnam.
1) Gli orsetti gommosi si possono mangiare...

2) Gli orsetti gommosi, se li si lascia a bagno qualche ora nell'acqua, si possono allargare...

e capiamo meglio cos'è l'osmosi.

3) Gli orsetti gommosi si possono sciogliere...
Separiamo gli orsetti gommosi per colore (e questo lo fa Elia: uso n. 4) in quattro recipienti diversi. Quindici orsetti rossi, dodici orsetti bianchi, otto orsetti verdi, quattro orsetti arancione. L'importante è che il numero di orsetti sia differente per colore.
Aggiungiamo un misurino di acqua calda ad ogni recipiente e mescoliamo con un cucchiaino e tanta pazienza fino a sciogliere gli orsetti.
Prendiamo un recipiente alto e trasparente e con una pipetta, o una siringa, travasiamo molto delicatamente i liquidi colorati. Per non fare pasticci travasiamo prima l'acqua in cui abbiamo sciolto più orsetti e così via.
Il risultato è un arcobaleno (be', quasi). Che é successo? Abbiamo sperimentato che un liquido più denso è più pesante.
E la cosa si fa più divertente se si mette l'arcobaleno in frigo: la gelatina si solidifica ( e se la si lascia riposare qualche giorno, si forma anche una muffa interessante...).

Gnam gnam gnam... ci sono rimasti molti altri orsetti gommosi.

Altri dolci esperimenti? Ecco qui. (In inglese).

lunedì 26 marzo 2012

Che vermi...

- Un'altra bibita gassata senza compleanno? La mamma è proprio impazzita!
- E dovete pure berla tutta... Orlando, tu cercami dei lombrichi!

Detto e fatto. Oggi costruiamo un hotel per lombrichi. Loro, per il periodo del loro soggiorno, avranno la pappa assicurata, noi, nel frattempo, li osserveremo al lavoro. Una specie di Grande Fratello.
Servono: una bottiglia di plastica da due litri e una più piccola (noi abbiamo usato una bottiglia di salsa di pomodoro). Terriccio. Sabbia. Un cartoncino che non faccia passare la luce. Tre o quattro lombrichi.
Tagliare qualche centimetro sotto il tappo la bottiglia più grossa. Infilarci dentro la bottiglia più piccola, piena d'acqua. Serve per creare un microclima ideale e uno spessore per osservare bene gli animaletti. Riempire con sabbia e terriccio, alternandoli, così da creare diversi strati. Da ultimo, aggiungere della composta di foglie.
Intorno al taglio, perché i lombrichi non si facciano male se decidono di interrompere il soggiorno, mettete del nastro adesivo. Il cartoncino va avvolto intorno all'hotel, per creare il buio. L'hotel è pronto. Sfilando il cartoncino, potrete osservare le gallerie create dagli ospiti.
Importante: l'hotel deve stare all'ombra! Ricordarsi di inumidire la terra (senza esagerare) e di aggiungere il cibo (pane grattugiato o corn flakes).
Durata dell'esperimento: tra sei giorni i lombrichi verranno trasferiti nel mio "orto di zucche" alla Hagrid, in speranzoso allestimento.
Idea tratta da qui.

partecipo a : gli esperimenti di mammozza


venerdì 9 marzo 2012

aprile, dolce dormire

Sensory tub: stagno

Ma è ancora marzo! Sì, ma se comincio prima a giugno sarò riposatissima.
Ho perso la carta d'identità.
Nel pomeriggio ho fatto fuori la pasta madre che mi avevano regalato alla mattina.
Ho messo sul fuoco un minestrone super vitaminico. Sono uscita per fare la spesa, per andare al parcogiochi, per prendere Giacomo e Leonardo a scuola. Poi mi sono ricordata che il minestrone stava ancora sul fuoco. Aiuto! Telefoniamo subito al nonno! Ma naturalmente, il cellulare era a casa, insieme al minestrone. E comunque, scarico.
Però.
 Il marito ieri è tornato a casa con un albero di mimosa. Il mio blog è ora CO2  free.
Nella nostra scuoletta ci siamo divertiti con il tema "stagno" ( ho raccolto i link qui)
La vita è bella.
Vi auguro un buon fine settimana! Sperando di scrivere presto un post più sveglio, torno a dormire.

venerdì 27 gennaio 2012

Ciclo dell'acqua


Orlando ed io abbiamo iniziato con la lettura della storia di Diamantina. Poi abbiamo costruito un libro tattile che rappresentasse il ciclo dell'acqua. Così Orlando ha allenato la motricità fine e la pazienza.
Ci siamo divertiti costruendo un miniciclo dell'acqua: in una vaschetta di plastica abbiamo messo un foglio di stagnola, un zolla di erba e due sassi, raccolti in giardino, che simulavano le montagne. Orlando ha versato dell'acqua nella stagnola, per fare il mare. Sigillata la vaschetta con la pellicola di plastica, l' abbiamo posta sul davanzale della finestra più assolata della casa. L'acqua è evaporata e si è condensata sulla pellicola. La mamma ha sollevato la pellicola per far vedere le goccioline formatisi all'interno, che sono precipitate sulle montagne, sul prato e nel mare in miniatura. L'esperimento è durato diversi giorni perché i bambini si divertivano molto ad avere un mini mondo da osservare.
Abbiamo anche formato una nuvola in un vaso di vetro. Occorrono un vaso con coperchio, acqua bollente, ghiaccio e lacca per capelli e... voilà: la vostra nuvoletta vagherà per la cucina! Spiegazione qui.
Altre idee e link sulla mia board "Water Cycle" di Pinterest.

sabato 24 dicembre 2011

homeschooling natalizio



Tra una recita e l'altra.
Quattro chiacchiere strategiche con Babbo Natale.
Ben due viaggetti al Pronto Soccorso.
Orlando ed io siamo riusciti a fare il nostro primo lapbook!
("Fai fare a Orlando un lapbook? Ma che roba è?" "Non sarà qualcosa di sconcio!" "Che amiche sciocchine...  cos'è un lapbook, lo spiega bene Palmy.").
Per la poesia, c'è la Pappadolce.
Orlando ha punteggiato una calza rossa, (in alto a sinistra, la foto non è un granché) e fatto un collage con il pannolenci per l'omino di zenzero e con il cartoncino per la casetta.
Per invogliarlo a fare yoga, ho disegnato un libricino con l'omino di zenzero che si avventura in qualche posa.

Link in inglese:
Per la storia di Babbo Natale, qui.
Per i simboli del Natale, qui.
Per la storia di Little Angel, qui.
Nativity Timeline, qui.
Per il minibook del compleanno del Bambin Gesù, qui.

Con Elia, abbiamo saltato la sensory tub natalizia... basta l'albero di Natale, tub formato gigante.

BUON NATALE A TUTTI!

giovedì 10 novembre 2011

Come partecipare ad un contest di cucina, divertirsi ed avere la colazione assicurata


Una domenica pomeriggio. Sfoglio sconsolata un libro di ricette. Ho promesso, mesi fa, di partecipare ad un contest di cucina... che mi sarà mai saltato in mente? Poso lo sguardo abbacchiato su gustosissime immagini di torte, pasticci e timballi: nulla, non mi ispirano nulla. Sospiro e chiudo il libro.
 Pacifico, accoccolato in poltrona, lui legge.
- Caro, che stai facendo?
Alza gli occhi dalla pagina e mi guarda. Tace.
- Ehm... ti disturbo?
- Sto leggendo.
- E' interessante? Vuoi un caffè?
- No, grazie. 
Mi sorride e torna a immergersi nella lettura. Sospiro. Vado alla finestra, i vetri rigati da gocce di pioggia. Là fuori il vento fa turbinare le foglie gialle e rosse cadute dagli alberi; scorgo i miei bambini che giocano felici, tuffandosi nei mucchi di foglie secche. Poverini, sono tutti bagnati! Sarà bene che tra poco li faccia rientrare, potremmo fare un esperimento...
E, finalmente, nella mente mi si accende una lampadina.
Preparo una tabella,  scrivo i nomi dei bambini  e  i nomi di vari ingredienti. 
Quando i quattro rientrano in casa, trovano farina, zucchero, uova, cannella, zenzero, gocce di cioccolata e quant'altro, ben disposti sul tavolo.
- Facciamo una torta, mamma?
- Non proprio, è una cosa speciale...
- La pizza?
- No. Ognuno di voi farà una torta tutto da solo!
- Completamente da solo?
- Decidiamo tutto noi?
- Evviva!
Lavate le mani e indossati i grembiuli i tre si mettono all'opera. Per misurare gli ingredienti, tazze e cucchiai. Ogni tanto cerco di dare qualche suggerimento:
-  Giacomo, non troppo sale, stai facendo un dolce! Leonardo, secondo me dovresti aggiungere del burro...
- Mamma, hai detto "da soli"!
- Scusate, avete ragione. Me ne starò zitta zitta.
Si imburrano e si infarinano le teglie.
Si assaggia...
Si versa il composto e si inforna il tutto.





Non c'è che da aspettare, incrociando le dita...
Ta-daaa, ed ecco a voi  il risultato:


Così partecipiamo con ben tre ricette al contest della Fata Golosa.






lunedì 7 novembre 2011

Come convincere i bambini a lavarsi le mani. Metodo (quasi) infallibile


- Bambini, è pronto il pranzo!
...
...
...

- BAMBINI! A TAVOLA SUBITO, ALTRIMENTI TOLGO TUTTO!

RUMBLE, RUMBLE, RUMBLE...

- Eccoci, mamma!
- Cosa c'è di buono?
- Vi ho preparato una squisitezza: la zuppa di Peter Pan!
- Oh no!
- Non mi piace la zuppa.
- Ma questa è buonissima! Peter Pan la prepara sempre ai Bimbi Sperduti, che ne vanno ghiotti.
- Che buon profumino!
- Grazie, mammina!
- Cosa sono quelle cose che galleggiano dentro al mio piatto?
- Sedetevi, che iniziamo a mangiare. Vi siete lavati le mani?
- Io sì!
- Sì, ma-ma.
- Anch'io!
- Sì.
- Con il sapone?
- Certo, ho insaponato anche Elia.
- Sì.
- Uffa, col sapone... ma io mi stufo, il sapone è bagnato, è scivoloso, è schifoso!
- Vai.
- Ah, ma sei proprio una mamma severissima... la più severa di tutte le mamme, mi doveva capitare! Uffa, uffa e strauffa!
- I microbi che hai sulle mani li togli con il sapone. Corri, altrimenti noi iniziamo a mangiare senza di te.
- Microbi... macché!

Così, per vedere i microbi in azione, abbiamo fatto un esperimento. Interessantissimo.
Servono due barattoli di vetro puliti e asciutti, muniti di tappo, e una mela.
Dopo essermi lavata le mani, ho tagliato la mela. Uno spicchio l'ho chiuso subito in un vasetto, che ho contrassegnato. Un altro spicchio l'ho fatto maneggiare dalle manine non lavate dei bambini, poi l'ho messo nell'altro vasetto.
Dopo qualche giorno la differenza tra le due fette era incredibile, i batteri avevano lavorato alla grande. I bambini ne sono rimasti strabiliati e ora si lavano tutti (quasi sempre) le mani con il sapone.

L'esperimento l'ho trovato nel sito de La pappadolce, banner a fianco.

Questo post partecipa all'iniziativa di Palmy:
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domenica 23 ottobre 2011

mistero in casa sei cuori

Accadde un tardo pomeriggio.
Dopo il parcogiochi, facemmo ritorno a casa.
Lo sorprendemmo in soggiorno, gli occhi fissi sullo schermo acceso del computer. Ogni tanto scribacchiava qualcosa su un quadernetto, poi tornava a concentrarsi sul monitor. I frugoletti non ci fecero caso, lo salutarono e sciamarono allegri verso i loro giochi.
- Che stavi facendo?
- Chi, io? Niente, niente...
Spense il computer, prima che potessi vedere.
Io non diedi troppo peso alla cosa.
Qualche giorno dopo, nel bagno, scorsi un massiccio volume, sepolto sotto la consueta pila di fumetti che campeggia accanto alla carta igienica. Incuriosita, feci per afferrarlo, ma lui fu più rapido.
- Quello è mio, non toccare!
- Ma che cos'è?
- Niente, niente...
Insistetti. Ma lui, taceva.
Come un provetto Sherlock Holmes, cominciai a indagare in cerca di indizi. Invano. Tutto rimaneva avvolto nel mistero.
Un venerdì sera tornò a casa, le braccia cariche di sacchetti del supermercato. Da uno di essi spuntava un ciuffo di foglie verdi.
- Hai fatto spesa!
- Già.
- E questo  cos'è?
- Un sedano.
- ?
- Non so bene che parte usare, ma serve nella ricetta...
- ?
- Ho pensato che siccome tu ti dai tanto da fare con questa cosa dell' homeschooling, con i bambini e, ehm, sì, anche con le faccende di casa, voglio darti una mano in cucina, ho studiato delle ricette...

Sì. In questi giorni abbiamo gustato gnocchi di zucca, tortelli ripieni, gnocchi di patate con ragù, pane al latte e crostata di mele.
Apro lo sportello del frigo. Posso contare: quattro litri di latte fresco, sei confezioni di peperoni rossi, quaranta (40) uova, due zucche.
Ma che dire? Ho un marito speciale.

Ps: nella foto la sensory tub d'autunno.

lunedì 17 ottobre 2011

homeschooling


Visita oculistica per Orlando. Il dottore è sorridente e gentile.

- Vieni, mettiti qui in ginocchio. Ora ti do una grande forchetta. Devi metterla come appare sul cartellone. Va bene?
- Va bene.

Cartellone: forchetta gigante in su.
Orlando: forchetta in giù.

Cartellone: forchetta gigante a destra.
Orlando: forchetta a sinistra.

Io mi comincio a preoccupare un poco. Avrà preso da me (che sono praticamente una talpa)?

- Ehm... forse non hai capito. Devi mettere la forchetta nello stessa direzione della mia.
- Cioè, la E che mi hai dato, la devo mettere con le gambette come quella del cartellone?
- Bravo!
- Mi confondeva la forchetta.
- Scusa, parlavo come ai bambini piccoli. Quanti anni hai?
- Cinque.
- Sei grande, allora! Per che squadra tifi?
- ?
- Intendevo: per che squadra di calcio tieni?
- Non gioco a calcio. Gioco a bocce.
- Ah... e ti piace andare all'asilo?
- Io non vado all'asilo.
- ?
- Faccio scuoletta a casa. Con la mamma.
- Ah... continuiamo, che dici?

Eh, sì... tutti questi meravigliosi blog di homeschooling hanno lasciato il segno: quest'anno homepreschooling anche noi! E quella della foto è la nostra prima sensory tub.

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