Visualizzazione post con etichetta famiglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta famiglia. Mostra tutti i post

mercoledì 28 ottobre 2020

Quarantena?

 Sabato mattina.

Casa. Normale giornata di homeschooling.
"Oggi, mamma, non facciamo scuola perché è sabato."
"I tuoi fratelli sono a scuola, quindi facciamo scuola anche noi, Elia."
"Va be', allora facciamo scienze. Però, degli esperimenti."

Trillo del telefono.
"Mamma? Sono Giacomo..."
"Ciao! Che è successo? Stai male?"
"No, ci hanno fatto uscire, un prof ha il Covid."
"Accidenti! Come sta? Sei in quarantena? Devi fare il tampone? Dobbiamo fare il tampone? Oddio... siamo tutti in quarantena?"
"Non so niente, mamma, il preside sta cercando di contattare l'autorità sanitaria, ci darà comunicazione appena possibile. Mi vieni a prendere?"
"Passo prima a prendere Orlando. Intanto tu vai in libreria a comperarti un libro, vai a prenderti un cappuccino..."
"Il preside ci ha consigliato di non entrare da nessuna parte. Faccio un giro sul fiume con il compagno F".
"Già, che tonta. Ok. A dopo, ciao".
Non abbiamo fatto gli esperimenti, la maestra era troppo agitata, si prefigurava scenari infausti. La mastodontica organizzazione famigliare allo sbando. E la sera prima era venuto a cena il nonno!
 
In auto.
Tragitto scuola di Orlando-punto d'incontro con Giacomo.
"Ma mamma! Lo fai salire in macchina con noi? E se ha il coronavirus?"
"Dove vuoi che lo metta tuo fratello, Orlando, sul tetto?"
"Be', almeno teniamo tutti i finestrini aperti e indossiamo la mascherina!"
E così, con la pioggia che turbinava in macchina e l'aria fredda che si infiltrava sotto le mascherine, sentendomi più la capitana di una nave in balia dei flutti che la solita accorta autista, siamo rientrati in porto, cioè, in casa.

Casa.
Orlando prende in mano la situazione.
"Tu, Giacomo, usi il bagno piccolo, noi il bagno grande. E guai a chi si confonde! Indossa anche la mascherina, mi raccomando. Mamma, dove lo mettiamo a dormire? Giù in entrata sarebbe perfetto. E quando gli portiamo il pranzo, poi sterilizziamo tutto."
"Fino a che non abbiamo comunicazioni, stiamo tranquilli e qui in casa non facciamo niente. Solo, non usciamo e non incontriamo nessuno."
"Come volete, però siete degli irresponsabili!"

Poi la comunicazione è arrivata. Giacomo e i suoi compagni non sono stati considerati contatti a rischio (avevano fatto lezione all'aperto, tutti indossavano mascherine e la distanza era rispettata).

Tutto ok, dunque. Per ora.

lunedì 2 luglio 2012

Giorni d'estate


Tonk. Tonk. Tonk.
Il rumore mi sveglia e mi fa sobbalzare, ma poi ricordo: è il mio bambino con la gamba ingessata. Sta percorrendo il corridoio con le sue stampelle. Raggiunge il lettone e mi si accoccola a fianco. Si riaddormenta subito.
Strizzata tra Orlando e il suo papà, cerco di riprendere sonno anch'io e quasi ci riesco, ma la gamba di gesso (vetro resina, in realtà) mi colpisce a tradimento sulla fronte. Fa anche molto caldo.
Tanto vale alzarmi e godermi la magica solitudine di un caffè all'alba.

Vedere il bicchiere mezzo pieno è una peculiarità del più ribelle e combattivo dei miei figli.
Lati positivi dell'essersi rotto la gamba:
- non ci si fa la doccia;
- non si rimettono a posto i giochi;
- si guardano tanti cartoni animati.

Seduti sotto la magnolia, eletta "albero patrono" della nostra casetta, leggiamo "Vacanze sull'Isola dei gabbiani". Giacomo e Leonardo si tengono la pancia dal gran ridere ad ascoltare le avventure di Melina e Pelle e di papà Melker.

Elia si sveglia dal riposino pomeridiano. Prende il suo vasino verde, lo posiziona dove più gli aggrada e poi fa quel che deve fare. E, tutto contento, mostra il risultato ai suoi schifatissimi fratelli. Questo mio quarto figlio, così allegro e indipendente. Quasi per gioco, ha imparato ad usare il vasino in men che non si dica.
Tranne venerdì scorso, in banca, durante un colloquio con il direttore. Io facevo finta di niente e imperterrita continuavo a fare la seria e compunta mentre la grande puzza si propagava, inesorabile, per tutta la filiale. Meno male che il papà aveva insistito per mettergli il pannolino!

A sera, saluto tutti e me ne vado. Elia mi si aggrappa alla gamba come se stessi per partire per un lungo viaggio intorno al mondo. Ma vado solo a pochi passi da casa. Per dare una mano ad un' amica ho ripreso, per qualche settimana, il mio vecchio lavoro dei tempi dell'università: spinare birre e sheckerare cocktail. Nei momenti di pausa i camerieri, ragazzini di vent'anni, chiacchierano. E tu, che fai di giorno? Chiedono. Loro fanno giurisprudenza, economia e commercio, ingegneria. Io? Io faccio la mamma, rispondo.

Adesso pubblico il post, poi preparo la colazione e sveglio la truppa.
Carichiamo figli e bagagli e partiamo per qualche giorno verso il fresco e una nuova avventura. Arrivederci!


lunedì 19 marzo 2012

Figli e passioni

- L'ho presa, l'ho presa!
Dopo una settimana di appostamenti e tanta pazienza, Orlando è riuscito nel suo intento: afferrare una lucertola a mani nude.

Le passioni dei figli sono chiare e trasparenti.

I fratelli corrono a vedere. Orlando trattiene tra le dita la lucertolina e la studia con uno sguardo amorevole.
- Com'è bella! Guardate che testolina... ehi, sta cercando di mordermi, questa cuccioletta!
Il rettile gira la testa e morde il pollice del mio cinquenne, che ride felice.
I fratelli si ritraggono leggermente schifati. Orlando studia l'animaletto ancora per un po' e poi lo lascia andare.
Creature grandi e piccole. Sono la passione di Orlando.
- Se però vedi un serpente in giardino, prima di cercare di accarezzarlo, fammelo vedere, mi raccomando.
- Sì, mamma.

Le passioni dei figli sono misteriose.
- Mamma, grazie! Un paio di guanti da giardino... sono bellissimi.
- Tu prometti di non prendermi più i guanti per lavare i piatti!
- Prometto, mamma.

Cappelli. Cinture. Guanti. Rendono Leonardo il bambino più felice del mondo.

Le passioni dei figli sono trasmesse dai genitori.
Dlin dlin dlin dlin
- Uiii sheeel, uiiii sheeel...
- Elia, smettila, non riusciamo a leggere!
- Bambini, lasciate che Elia suoni, se ha voglia di suonare.
- ...Oveercaamee...
- Ma tra lui e il papà in questa casa c'è sempre chiasso! E io voglio leggere!
- Non è chiasso. E' musica.

Le passioni dei figli sono geneticamente incomprensibili.
- Cosa fa Elia sotto il tavolo?
- Sta spazzando. Al supermercato si è innamorato di una scopa e gliel'ho comprata: si è messo a spazzare la corsia sotto gli occhi di casalinghe estasiate, che si prodigavano in complimenti per le mie doti educative...
- E tu, che hai detto loro?
- Che dovevano vederlo a casa con il mocio.

Fortunatamente, ci sono passioni che accomunano l'intera famiglia.
Come la pizza + filmetto della domenica sera.
- E' pronta la pizza!
- Guardiamo Harry Potter?
- Pimpa! Pimpa!
- Harry Potter no, mi fa paura!
- Poi vai a dormire con il papà e la mamma...
- Pimpa, Pimpa!
- No, nel nostro letto, no! Sono stufo di aver gente che va e viene tutte le notti!
- Arrivo con la pizza!
- Guardiamo Bud Spencer e Terence Hill?
- Pimpa, Pimpa!
- No, la mamma si stufa.
- E poi fate una settimana a prendervi a pugni.
- Decidetevi, perché la pizza si raffredda...
- Pimpa, Pimpa!
- Ho un'idea: guardiamo la Pimpa!
- Ancora la Pimpa?
- Sì, la Pimpa!
- Pimpa, Pimpa!
- Tutti d'accordo per la Pimpa.

Partecipo all'iniziativa di Palmy: 9 Mondays for 9 Skills.

giovedì 12 gennaio 2012

1 2 3...4

Entro in casa. Dietro di me, alla spicciolata, entrano i miei bambini. Poso le borse della spesa, mi tolgo sciarpa e cappotto, faccio partire la stufa.
- Orlando, puoi togliere tu giacca e scarpe ad Elia?
- Sì, mamma. Vieni, piccolino?

Devo correre a caricare la lavatrice.
- Giacomo, puoi lavare le manine a tuo fratello? Con il sapone, mi raccomando!
- Sicuro, mamma. Elia, vieni in bagno con Giacomo, che giochiamo con l'acqua?

Ehi, è già ora di preparare la cena!
- Mamma, tu?
- Cosa c'è? Oh, vuoi che ti legga una storia? Ma ora proprio non ho tempo... Leonardo, leggi tu un libro ad Elia?
- Certo, mamma. Vieni con me, cicciottello, ci mettiamo sul divano a leggere una favola bellissima!

Finalmente, sono tutti a letto. Rimbocco le coperte ad ognuno, do il bacio della buonanotte. Elia si è già addormentato, abbracciato alla sua giraffina. Contemplo il suo visino: sorride anche nel sonno!
Spengo la luce, esco dalla stanza,  socchiudo la porta.
Il quarto? Quasi quasi, non mi sembra neanche di averlo!

domenica 23 ottobre 2011

mistero in casa sei cuori

Accadde un tardo pomeriggio.
Dopo il parcogiochi, facemmo ritorno a casa.
Lo sorprendemmo in soggiorno, gli occhi fissi sullo schermo acceso del computer. Ogni tanto scribacchiava qualcosa su un quadernetto, poi tornava a concentrarsi sul monitor. I frugoletti non ci fecero caso, lo salutarono e sciamarono allegri verso i loro giochi.
- Che stavi facendo?
- Chi, io? Niente, niente...
Spense il computer, prima che potessi vedere.
Io non diedi troppo peso alla cosa.
Qualche giorno dopo, nel bagno, scorsi un massiccio volume, sepolto sotto la consueta pila di fumetti che campeggia accanto alla carta igienica. Incuriosita, feci per afferrarlo, ma lui fu più rapido.
- Quello è mio, non toccare!
- Ma che cos'è?
- Niente, niente...
Insistetti. Ma lui, taceva.
Come un provetto Sherlock Holmes, cominciai a indagare in cerca di indizi. Invano. Tutto rimaneva avvolto nel mistero.
Un venerdì sera tornò a casa, le braccia cariche di sacchetti del supermercato. Da uno di essi spuntava un ciuffo di foglie verdi.
- Hai fatto spesa!
- Già.
- E questo  cos'è?
- Un sedano.
- ?
- Non so bene che parte usare, ma serve nella ricetta...
- ?
- Ho pensato che siccome tu ti dai tanto da fare con questa cosa dell' homeschooling, con i bambini e, ehm, sì, anche con le faccende di casa, voglio darti una mano in cucina, ho studiato delle ricette...

Sì. In questi giorni abbiamo gustato gnocchi di zucca, tortelli ripieni, gnocchi di patate con ragù, pane al latte e crostata di mele.
Apro lo sportello del frigo. Posso contare: quattro litri di latte fresco, sei confezioni di peperoni rossi, quaranta (40) uova, due zucche.
Ma che dire? Ho un marito speciale.

Ps: nella foto la sensory tub d'autunno.

venerdì 7 ottobre 2011

te lo do io il pokémon

- Mamma, mi tieni le carte Pokémon?
- Le metto nella tasca posteriore dei jeans.

Stiamo beatamente bighellonando al centro commerciale. Una vetrina di cappelli attira irresistibilmente i maschi, io ne approfitto per fare una capatina al bagno.
...

- Dum-de-dum, dum-de-dum, dum...

Splash.

- Splash?
...
- Oh no! Somma disgrazia!!!
...

- Pss, pss, caro!
- Cosa fai nascosta dietro alla colonna?
- Ho combinato un bel pasticcio...
- ?
- Le figurine di Orlando... splash! Nel water.
- No!
- E invece sì!
- Accidenti, guai grossi in arrivo se se ne accorge Orlando-tempesta... Non potevi proprio recuperarle?
- !
- C'è un'edicola in fondo alla galleria..
- Corro!

Le carte dei Pokémon con cui giocano i miei bambini sono eredità del cugino diciassettenne, passato ad altri interessi. Non ho idea se oggigiorno le vendono ancora.
- Scusi, avete carte dei Pokémon?
- Certo, signora.
- Perfetto! Me ne da un pacchetto, perfavore? (Quasi quasi ne compro quattro, uno per ciascuno).
- Ecco qua un pacchetto. Sono 4,50 euro. Desidera altro?
- (Quattroeuroecinquanta un pacchetto... ma siamo matti!). Ehm no, nient'altro, grazie.

Quando ero piccola, ogni domenica passavamo in edicola e i miei genitori ci compravano due pacchetti di figurine a testa.
Quando ero incinta del terzo figlio, tante buone anime hanno cercato di avvertirci: "Il terzo? Ma guardate che fare figli costa!".
Non sapevo che si riferissero alle figurine.
E noi che abbiamo fatto anche il quarto!

martedì 27 settembre 2011

Se ti do un uomo ragno tu mi dai quel dinosauro?

- Che bello, io baratterò il mio batman rotto senza mantello con un batman aggiustato e con mantello!
- Leonardo, smettila di sognare, torna alla realtà. Non funziona così!
- Giacomo, non essere sgarbato con tuo fratello.


La scuola primaria ha mandato a casa un avviso: "E' indetto un mercatino di vendita e scambio di libri, giornalini, giochi usati, lavoretti. Per promuovere la socializzazione, l'impegno, il senso di responsabilità..."
I miei bambini ne sono entusiasti, vogliono partecipare.

Ci siamo tutti. Anche Elia. Anche il papà.
 Giacomo, Leonardo e Orlando dispongono sul tappettino la mercanzia che hanno portato. Hanno anche preparato i cartellini con i prezzi: vendono tutto a 10, 20 centesimi. Per due o tre cose davvero speciali si arrischiano a chiedere 1 euro.
Orlando ha con sé i suoi risparmi (75 centesimi).
Schizzano via, a curiosare gli altri banchetti.
Orlando torna quasi subito, saltellando felice:
- Guardate, guardate, cinque figurine dei Pokémon per soli 70 centesimi!
- Che cosa? Con quale bambino hai concluso l'affare?
- Quello laggiù...
- Ma pensa un po'... tutti i risparmi per cinque figurine usate...
- Cara...
- Ma hai visto quell'energumeno? Avrà almeno dieci anni... e ha fatto il furbo con il mio Orlandino, che di anni ne ha solo cinque, povero cucciolo..
- Cara, sono cose da bambini... lascia che si divertano.
- Scusa, hai ragione. E' che la mamma-mamma che c'è in me di fronte a cotanta ingiustizia, si trattiene a stento. Badi tu ad Elia mentre io faccio un giretto?

Di scambio in scambio, Orlando ha affinato l'arte del mercanteggiare. Ha barattato una macchinina per un peluche, il peluche per un robot, il robot per due power rangers...
Leonardo è tornato a casa con un batman gigantesco stretto tra le braccia.
Giacomo con dei giornalini e svariati, orribili, rettili di plastica.
Perfino Elia, al prezzo di un sorriso, ha ricevuto un uomo ragno.
E la mamma ha scambiato quattro impagabili chiacchiere con altre mamme.
Sulla strada di casa il papà ha annunciato: "Stasera, pizza e cartoni!"

Un'altra bellissima giornata.

giovedì 1 settembre 2011

uomini

click clack.
- Bentornato, caro!
- Buona sera a tutti!
- Ciao, papà!
- Atao!
- Come è andato il lavoro?
- Ti ho portato un regalo...
- Per me?
- Per me?
- Per me?
- Me!
- Per la mamma.
- Grazie! Un libro? Un vasetto di nutella? Una stecca di cioccolata bianca?
- Niente dei soliti regalucci...ta-daa: ecco qui!
- ?
- Allora? Sei rimasta senza parole, eh?
- Spero che sia una tavola da surf.
- Nooo: è un'asse da stiro!
- !
- Ti piace?
- ...
- Ti piace la fantasia di farfalle? C'era anche con gli agrumi, ma ho pensato che avresti preferito stirare su ali di farfalla.
- ...
- Guarda, ho chiesto alle mie colleghe, la marca è delle migliori, buona portata, buona stabilità...
- Alle tue colleghe?
- Sì, durante la pausa caffè è venuta fuori questa faccenda che tu stiri sul letto...
- Con le tue colleghe, durante la pausa caffè?
- "Poveretta" hanno detto loro...
- Tu chiacchieri amabilmente con le tue colleghe, sorseggiando un caffettino, mentre io a casa, "poveretta",  stiro sul letto?
- ?
- Insomma, le tue care colleghe ti hanno consigliato questo splendido regalo...
- Ehm, mi pare di percepire una nota di acidità... c'è qualcosa che non va? Io parlo sempre della mia meravigliosa moglie...
- Con le tue colleghe.
- Anche con i colleghi.
- Ah!
- Lo sai che ti amo pazzamente.
- Sì, lo so. E' anche per questo che mi fai regali indimenticabili.

Poveretto. E' un uomo. Lui non sa che stirare non è più di moda.

domenica 31 luglio 2011

sotto le stelle

Mentre Cubetto fa il suo sonnellino pomeridiano,  noi usciamo in giardino e, seduti all'ombra della magnolia, ci tuffiamo nelle avventure di Tom Sawyer.
Tom, Huckleberry e Joe sono fuggiti sull'isola, decisi a diventare dei feroci pirati. I miei cuccioli seguono la lettura rapiti.
Tom, Huck e Joe, bambini letterari, dormono all'aperto sotto le stelle. Giacomo, Leonardo, Orlando, bambini reali, sono entusiasti: lo vogliono fare anche loro!
Perché no? Prima però telefoniamo sul lavoro a papà, che è più apprensivo della mamma.
"Fate quello che vi pare. Io, però, in tenda non ci dormo!". Abbiamo ottenuto il benestare.
Dalla cantina recupero la mia vecchia tenda igloo e la monto sul prato.
Cala la sera e muniti di coperte, cuscini e un bel mucchio di peluche, i bambini sono pronti per l'avventura.
Papà e mamma danno la buonanotte ai tre, che sono eccitatissimi, gli occhi sfavillanti di gioia.

 Dentro casa. Noi due (quasi) soli.
- Cara, sei sicura? Non sono ancora troppo piccoli?
- Non preoccuparti... entro mezzanotte busseranno alla porta. Anche noi sorelle provavamo a dormire in giardino, quando eravamo piccole. Non riuscivamo a chiudere occhio, i rumori della notte ci impaurivano. Alla fine salivamo in casa.

Ci guardiamo un filmetto.
Arriva mezzanotte e nessuno ha ancora bussato alla porta. Esco in giardino in punta di piedi: dalla tenda proviene un russare sommesso.
- Lasciamo la luce accesa e la porta aperta, non si sa mai.

Papà e mamma si ritirano. Nella stanza accanto, Cubetto dorme placidamente. (Recente conquista!).
A letto, gli occhi spalancati sul buio.
- Cara... e se piove?
- Se piove, si bagneranno e correranno in casa.
- E se entra un grosso cane vagabondo? E' già successo, lo sai...
- Così mi fai preoccupare!
- E se qualche malintenzionato scavalca la recinzione?
- !!!
...
...
- Caro?
...
- Caro, sei sveglio?
...
- Caro? Sono un filo preoccupata... così piccoli... tutti soli là fuori...
- Zzz
- Ma guarda un po' che tipo... quasi quasi gli tiro un calcione...

Ho ascoltato la rumorosa passeggiata del riccio. Ho udito il verso stregato della civetta. Indistinti e  misteriosi fruscii mi hanno fatto rabbrividire.
Ho assistito al meraviglioso spettacolo del sole nascente, una calda tazza di caffè tra le mani.
Alle otto i tre si sono svegliati, riposatissimi, e hanno reclamato la loro colazione.
- Mamma, è stato bellissimo!
- Mamma, lo possiamo rifare stanotte?
- Ehm, no... stanotte vorrei dormire...
- ?

domenica 24 luglio 2011

Adesso scrivo un post. (Un dolcetto tira l'altro).



- Cara rilassati: stasera, alla cena, ci penso io!
- Che bello! Quasi quasi, accendo il computer e scrivo sul blog.
Click.
Tic tic tic tic...
- Mamma?
- Mmmh... dimmi.
- Visto che sei lì seduta a non fare niente, mi leggi una storia?
- Veramente, non è che non sto facendo niente, sto scrivendo sul blog... ti leggo la storia quando ho finito.
- Va bene. Allora aspetto qui, seduto vicino a te.

Tic tic tic tic...
- Cara, dove sono le cipolle?
- Cosa? Cipolle? Al solito posto.
- Ah è vero, eccole qui.

Tic tic tic tic...
- Mammaaa!
- Dimmiii!
- Manca la cartaigenicaaa!
- Solito postooo!
- Ma io non posso alzarmiii!
- Arrivooo! (Sgrunt, non capisco perché chi finisce la carta non metta MAI un rotolo nuovo...)
- Scusa cara, dicevi a me?
- No, no... (non ho voglia di discutere, voglio scrivere il post).

Tic tic tic tic...
- Cara?
- Che c'è?
- Non trovo le uova...
- Solito posto.
- No, cara,  proprio non ci sono! Vieni a vedere.
- Eccole qui che ti stanno guardando. Dal solito posto. (Maschi...non trovano mai nulla!)
- Cara, dici a me?
- No, no... (non ho voglia di discutere, devo scrivere il post).

Tic tic tic tic...
- Elia, fermo lì con la tastiera!
- Ma-ma, me-me!
- Elia, non picchiare sulla tastiera!... ELIA, NO!
- Ta-ta!
- AAARGH!
- Cara! Che succede?
- Mamma! Che c'è?
- Che pasticcio! Elia mi ha pubblicato quella specie di abbozzo di post!
- Tutto qui? Ci hai fatto prendere uno spavento! Mi sembri un po' nervosa, cara... sarà la fame. Vieni, ho preparato un'ottima cenetta... (cioè, almeno lo spero: volevo cucinare una frittata, ma mi sa che ho inventato un nuovo piatto)...

martedì 26 aprile 2011

Di conigli pasquali e di pace in famiglia

Lunedì di Pasqua. E' ora di attraversare il giardino e andare a pranzo dai nonni. Orlando l'indipendente, si presenta di tutto punto vestito, pronto per uscire. Indossa: scarpa da ginnastica sinistra su piede destro, scarpa da ginnastica destra su piede sinistro. Pantaloni  di velluto a coste con la cerniera dietro, di proprietà del fratello maggiore. Felpa marrone a rovescio, taglia diciotto mesi, del fratellino minore. Mi scruta, con il suo bellissimo, smagliante sorriso. Lo scruto. Un' altra battaglia si profila all'orizzonte? Oh no, oggi no!
- Mamma, sono pronto.
- Ma scusa, ti sembra di essere elegante, vestito così?
- Mi piaccio.
- Vai a guardarti allo specchio, poi vieni a dirmi se ti trovi dignitosamente vestito.
...
- Mi sono guardato bene e mi trovo elegantissimo.
- Va bene, allora resta pure così. Però...Però le mutande te le metti. (I calzoni taglia sette anni non lasciano nulla all'immaginazione).
- Oh no, le mutande no! Con tutta la fatica che ho fatto a vestirmi, non mi spoglio!
- Senti: oggi dai nonni viene anche il coniglio pasquale. Si narra  che il coniglio pasquale non regala uova di cioccolato ai bambini senza mutande. Anzi, ti dirò anche un'altra cosa: al coniglio pasquale piacciono moltissimo le mutande di Cars, mettitele, dai.
- Non ci credo.
- Fai un po' tu...Io ti ho avvertito.
- Uffa, mi metto le mutande,  allora. Io non ci credo, ma se ci credi tu...

Agghindato così, Orlando ha riscosso un certo successo tra il parentado.
Il generoso coniglio pasqualino gli ha donato ben due uova di finissimo cioccolato al latte.

mercoledì 30 marzo 2011

CLICK


- Mancano tre minuti.
- Mamma, accendi le candele!
- Io carico il timer. Metto 60, vero?
CLICK.
- Che bello!
- Mamma?
- Sono qui, sul divano.
- Come è bella la sala, con questa luce!
- Sembra ordinatissima.
- State lontani dalle candele!
- Mamma, ci racconti una storia?
- Una storia paurosa, però!
- Una storia con un lupo mannaro.
- No, no, io voglio una storia con i vampiri. Sono quelli che succhiano il sangue.
- Lo sapevo, sai? Non sono mica piccolo.
- Vi racconto una storia piena di vampiri e di lupi mannari.
- Sì, sì! Basta che stanotte Leonardo non venga nel mio letto, però.
- Ma smettila, tu. Non ci parlo più con te.
clic clac.
- Ehi, è arrivato il papà!
- C'è nessuno?
- Papà, papà! Non accendere la luce, stiamo salvando la Terra!
- Meno male. Per un attimo ho avuto paura che foste andati a comperare le sigarette.
- Perché le sigarette?
- Mamma, quanto manca? Sono stufo.
- Ancora un poco.
DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN
- Evviva, ce l'abbiamo fatta!
CLICK.
- E' stato bellissimo. Lo facciamo anche un altro giorno, mamma?

giovedì 3 marzo 2011

progetto famiglia

Ieri pomeriggio siamo andati  a curiosare in un negozio di giocattoli in legno, aperto da poco.  I miei bambini si aggiravano estasiati tra gli scaffali.
- Sono tutti suoi?
- Si, tutti miei.
- Però... Lei non sembra madre di quattro figli!
Non so bene cosa voglia dire. Forse (forse), non sembro ciò che nell'immaginario comune dovrebbe essere una mamma di quattro figli. (Sfiancata dalle gravidanze ravvicinate? Sfinita da troppe notti insonni?  Dimessa e malvestita? Disperata e depressa? Completamente folle?).
Da poco più di otto anni, che sono pochi lo so, mio marito ed io portiamo avanti con amore e  impegno il nostro progetto famiglia.  Ci aiuta, tra l'altro:
Dare alle cose il giusto valore.
Parcheggio della scuola.
- Signora, che auto!
- Grazie! - Guardo tutta fiera la mia auto scintillante, fresca di autolavaggio.
- Dico, è vecchissima!
- Del 1979. Funziona a meraviglia!
- Caspita! E come fa con i blocchi del traffico?
- Oh...Uno, due, tre, quattro, tutti a bordo, bimbi!...Me la cavo con il car-pooling.

Essere organizzati ed avere una memoria di ferro.
Altro parcheggio. I pargoli intorno a me.
- Dunque, bisogna comperare un quaderno a righe di prima per Leonardo, un quadernone verde per Giacomo, i pennarelli a punta grossa per l'asilo. Dobbiamo passare a fare benzina, poi in farmacia per le
medicine del piccolo. Dopodomani tu vai in gita, venerdì c'è la visita dal pediatra...Accidenti! Non trovo le chiavi della macchina! Fermi tutti! Oh no! Ho perso le chiavi...Le avevo in tasca!
- Mamma!
- Ho lasciato il cellulare a casa!
- Mamma!
- Un attimo...Svuoto la borsa sul marciapiede...
- Mamma! Le chiavi... Sono sulla portiera!
- Oh! Ma guarda che fortuna!

Avere tanta pazienza e figli collaborativi.
- Giacomo, perché ti lecchi la mano e poi la passi sulla testa del piccolo?
- Lo pettino, mamma.

Avere un marito innamorato (ricambiato) e un po' miope.
Il marito rientra a casa. Il soggiorno è un disastro, la moglie è un disastro. Spettinata, smoccolata, con pupo puzzolente in braccio.
- Cara! Sei riuscita a mettere in ordine la cucina!  Oh... Ma come sei bella, stasera!

Divertirsi con quel che c'è.
- Aaaargh!
- Dagli, dagli!
- Mamma, ti puoi spostare perfavore? Sei proprio in mezzo a una lotta tra gormiti!
- Uuuuuuuh!
- Mamma! Cosa fai?
- Sono una gormita cattivissima! Scappate tutti, che vi prendo!
-Aaaaaaaaaaaaaaah!

Prendersi dei momenti di pausa.
- Se tra un anno andiamo a Parigi tre giorni, ci tenete i bambini, perpiacere?
- ....
- Se voi ne tenete due e due li diamo agli altri nonni?

Cedere, ogni tanto.
- Ah no, basta! Quattro bicchieri pieni d'acqua rovesciati sulla tovaglia in meno di dieci minuti! Ma lo fate apposta! Domani, baby-sitter e io vado alle terme!!!

Sentirsi importanti, ogni tanto.
- No mamma, la baby-sitter no! Resta con noi, ti prego!
- Mmmmh, vediamo, vediamo.


Questo post partecipa al blogstorming

potrebbe interessarti anche...