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giovedì 1 ottobre 2020

Cinghiali

 Gira voce che nei dintorni vi siano dei cinghiali. Voci supportate da qualche foto pubblicata sul giornale locale, da qualche sacchetto delle immondizie trovato sventrato fuori dalla porta. Il vicino ha avvistato tracce del loro passaggio nel vigneto confinante.

Io e papà 6cuori ogni tanto, la domenica, andiamo a farci una passeggiata per le campagne circostanti.

Orlando, il naturalista di casa, avverte:"State attenti ai cinghiali!".

Sì, sì, certo, facciamo noi. Tranquillo!

E ce ne andiamo alla chetichella, lasciando i quattro alle prese con i compiti.

Siamo in mezzo alla Natura. Il sole tiepido sulla faccia, il profumo d'autunno che ci avvolge.

Camminiamo spensierati.

"Ehi, 6cuori, guarda lì!", esclama lui ad un certo punto, "un cinghiale!"

Guardo. Al di là di una staccionata di legno scorgo un ammasso scuro con quattro zampe. Non lo vedo bene perché mi dà le spalle. Cioè, il sedere. E' immobile, tranquillo.

"Dici? Sei sicuro?"

"No. Se si gira, potremo vederlo meglio."

"Non pare aggressivo. E cosa ci fa dietro alla staccionata?"

"L'avrà sfondata con la sua forza bruta. Vieni, allontaniamoci, Orlando aveva ragione."

E così ci siamo allontanati, cercando di non disturbare il quadrupede, che comunque non ci ha degnato per niente.

A casa abbiamo descritto il temibile incontro ai figli. "Meno male che non è capitato a voi!" abbiamo sentenziato,  protettivi.

Orlando ci ha guardato con commiserazione:"Ma eravate in quella strada là, vicino a quel prato là, lungo la staccionata?"

"Sì, proprio quella!"

"Non è un cinghiale, mamma. E' un porcellino nero. Lo conosco, è tranquillissimo".

Ho dato tutta la colpa al papà, che è un tipo apprensivo. E comunque, altro che porcell-INO!

In compenso ieri, proprio Orlando, un cinghiale lo ha incontrato sul serio, nel bosco, mentre passeggiava. E' stato messo sull'avviso dal cane, che ha cominciato ad agitarsi. Poi se lo è trovato di fronte, su un scarpata ad una decina di metri. Si è allontanato piano piano ed è tornato a casa a raccontarcelo.





lunedì 15 aprile 2013

Lezione di yoga

Lezione di yoga.
Un tempo tutto per me.

Chiudo gli occhi e respiro lentamente.
Posizione del loto.
("Mamma, tu sei bella come un fiore. Un fiore rosso!")

Mi tendo nella posizione del guerriero, sguardo fiero all'orizzonte.
(Un urlo proviene dal bagno. Sarà finita la cartaigenica?
"No, mamma! Mi sono cadute le mutande nel water!")

Cavalcata del cammello.
(Sulla fotocamera digitale scorro i sorrisi dei miei bambini. Un'orrida visione. Uso spregiudicato di zoom.
"Accidenti! E questo cos'è?"
"E' il topo morto che ho trovato in giardino... non è interessantissimo, mamma? Guarda, ne ho fate altre...")

Posizione della roccia.
(Gran torneo di calcio-balilla in casa 6cuori. Mamma contro papà. Fino all'ultimo goal. Tifo forsennato per il papà. Tifo di Giacomo per la mamma. Vittoria del papà. Tripudio.
 "Siete avvertiti: Giacomo sarà l'unico che a diciotto anni userà la mia opel! Parola di mamma.")

Rilassamento.
Mi stendo sotto la coperta di Winnie the Pooh. Il mio vicino di tappettino comincia a russare e io non riesco a rilassarmi un granché.

Sat Nam. La lezione è finita. Leggiadra e leggera, volteggio verso la mia auto.
Alla settimana prossima!

lunedì 2 luglio 2012

Giorni d'estate


Tonk. Tonk. Tonk.
Il rumore mi sveglia e mi fa sobbalzare, ma poi ricordo: è il mio bambino con la gamba ingessata. Sta percorrendo il corridoio con le sue stampelle. Raggiunge il lettone e mi si accoccola a fianco. Si riaddormenta subito.
Strizzata tra Orlando e il suo papà, cerco di riprendere sonno anch'io e quasi ci riesco, ma la gamba di gesso (vetro resina, in realtà) mi colpisce a tradimento sulla fronte. Fa anche molto caldo.
Tanto vale alzarmi e godermi la magica solitudine di un caffè all'alba.

Vedere il bicchiere mezzo pieno è una peculiarità del più ribelle e combattivo dei miei figli.
Lati positivi dell'essersi rotto la gamba:
- non ci si fa la doccia;
- non si rimettono a posto i giochi;
- si guardano tanti cartoni animati.

Seduti sotto la magnolia, eletta "albero patrono" della nostra casetta, leggiamo "Vacanze sull'Isola dei gabbiani". Giacomo e Leonardo si tengono la pancia dal gran ridere ad ascoltare le avventure di Melina e Pelle e di papà Melker.

Elia si sveglia dal riposino pomeridiano. Prende il suo vasino verde, lo posiziona dove più gli aggrada e poi fa quel che deve fare. E, tutto contento, mostra il risultato ai suoi schifatissimi fratelli. Questo mio quarto figlio, così allegro e indipendente. Quasi per gioco, ha imparato ad usare il vasino in men che non si dica.
Tranne venerdì scorso, in banca, durante un colloquio con il direttore. Io facevo finta di niente e imperterrita continuavo a fare la seria e compunta mentre la grande puzza si propagava, inesorabile, per tutta la filiale. Meno male che il papà aveva insistito per mettergli il pannolino!

A sera, saluto tutti e me ne vado. Elia mi si aggrappa alla gamba come se stessi per partire per un lungo viaggio intorno al mondo. Ma vado solo a pochi passi da casa. Per dare una mano ad un' amica ho ripreso, per qualche settimana, il mio vecchio lavoro dei tempi dell'università: spinare birre e sheckerare cocktail. Nei momenti di pausa i camerieri, ragazzini di vent'anni, chiacchierano. E tu, che fai di giorno? Chiedono. Loro fanno giurisprudenza, economia e commercio, ingegneria. Io? Io faccio la mamma, rispondo.

Adesso pubblico il post, poi preparo la colazione e sveglio la truppa.
Carichiamo figli e bagagli e partiamo per qualche giorno verso il fresco e una nuova avventura. Arrivederci!


venerdì 20 aprile 2012

origami ed elettricità statica

- Mamma, rimetti il video, non ci ho capito niente!
- Nemmeno io in effetti. Riguardiamo tutto.

Abbiamo scoperto questo sito, che spiega molto bene, ci sono anche delle animazioni, come si fanno gli origami. Si possono anche stampare i quadrati della misura giusta e in vari motivi.
In un pomeriggio freddo e piovoso ci siamo divertiti molto. Abbiamo provato gli origami easy, neutral e difficult (ma, per i più temerari, ci sono anche i very difficult).

- Mamma, com'è bello piegare la carta! E' più bello di quando facciamo gli esperimenti, che a volte sono un po' noiosi...

Ecco. Ho deglutito e mi sono concentrata sulla mia giraffa, che di stare in piedi proprio non ne voleva sapere.  I miei figli  trovano sempre il modo di ricordarmi che non sono proprio miei fino in fondo.

Il pomeriggio del giorno dopo. Piove ancora. La stufa è accesa. I bambini giocano sul tappeto, io sono immersa nella lettura. Mi si avvicina Leonardo.
- Mamma, facciamo un esperimento?

Chiudo il libro. Evviva! Un esperimento facile e veloce...

Spargo del pepe sul tavolo. Gonfio un palloncino e lo sfrego sul maglione. Lo avvicino al pepe e... fruscio! Pare una magia.

giovedì 28 aprile 2011

momenti pasquali


Sei lunghi e meravigliosi giorni.
Ci siamo alzati alle nove (chi più, chi meno).
Abbiamo gustato la pizza, fatta da papà, guardando Cip e Ciop al computer.
Abbiamo dipinto  :-)  degli alberi primaverili, prendendo ispirazione da La pappa dolce.
Abbiamo scartato dodici uova di cioccolato e abbiamo trovato dodici sorprese.
Abbiamo anche cucinato una frittata con i fiori,  scopiazzando la ricetta di EquAzioni.
PRIMA
DOPO
Insomma, ce la siamo spassata davvero.

Ma mercoledì mattina la sveglia, implacabile, ha suonato alle 6,30.
Mi sono trascinata in cucina e mi sono preparata un tristissimo caffè lungo.
Ho buttato giù dal letto tre pargoli apatici. Sgridando, urlando, minacciando, sono riuscita a preparare quattro figli su quattro. Ci siamo stipati in macchina e ci siamo scapicollati giù per la collina.
La stretta strada di campagna era ostruita dallo spiaccicamento frontale di due Suv, decisamente fuori misura per la stretta strada di campagna in questione. Ma tant'è, quassù, quasi tutti sembrano ritenere indispensabile apparire alla guida di terrificanti e enormi macchinoni, anche se, quasi tutti, sono poco abili nelle manovre di retromarcia. I due piloti litigavano: chi dei due avrebbe dovuto sgommare sulla scarpata e cedere il passo, così da evitare il disastro? L'animata e poco educata discussione andava per le lunghe.
 Con la mia snella auto classe 1979, carica di bambini felici, ho percorso la strada a ritroso. Ci siamo concessi un altro giorno di vacanza. He he he.

lunedì 4 aprile 2011

momenti

Questa è la torta di compleanno per Orlando. Una faticaccia,  ne ho dovute fare due...La seconda in fretta e furia, con gli invitati alle porte, perché la prima l'avevo tagliuzzata troppo (la casetta è tutto quello che ne è rimasto. Il resto l'ho tenuto per la colazione del giorno dopo).


Questa è la eye-spy bag di Voglio Una Mela Blu...Bellissima!

 Twins(bi)mamma mi ha premiato con questo:
Devo raccontare sette cose di me...
Mi piace:
- il gelato, la pizza, la cioccolata, il caffè americano
- girovagare per Parigi con mio marito
- aprire un libro intonso
(Mi piacciono anche i miei figli, ma questo è ovvio...)

Non mi piace:
- la trippa
- gli automobilisti che sulle rotonde pensano di essere ad Indianapolis

Faccio e non faccio:
- mi taglio i capelli da  sola
- non riesco mai ad avere una casa ordinata. Siamo in sei e tutti disordinatissimi.

Passo il premio a Sunshine, Ester, Tri, SuSter.

Buona giornata a tutti!

lunedì 28 febbraio 2011

tutti insieme appassionatamente

Sabato mattina. Dopo una  settimana a ritmi serrati, colazione rilassata con brioche alla crema, latte, caffè.
- Sai mamma, ho scoperto che cosa voglio fare da grande.
- Che bello! Racconta.
- Voglio fare il giardiniere.
( Il giardiniere? Se il suo unico amore è un cactus... Beh, meglio di quando voleva diventare un mago. Cercare una seria  scuola di magia avrebbe comportato delle difficoltà...)
- E perché vuoi fare il giardiniere?
- Perché così non vi lascerò mai. Farò il giardiniere solo nel nostro giardino!
- Ah, magnifico. Ma con il tuo lavoro dovrai guadagnare i soldi che ti serviranno per vivere.
- Logico. Mi pagherete voi, visto che farò solo il vostro giardiniere.
Intervengono i fratelli:
- Anch'io non lascerò mai te e il papà! Non mi sposerò mai!
- Bleah, nemmeno io! Staremo tutti insieme. Tutti insieme, per sempre!
- Ghè ghè!  (Vuole sempre partecipare anche il piccolo).
Il loro papà ed io ci guardiamo. L'orrida visione di quattro indolenti quarantenni che girano per casa ci attraversa la mente.
Ma dai, è soltanto una visione. Del resto, anch'io alla loro età dicevo ai miei genitori di non volermi sposare mai e poi mai.
Il fatto che io abiti proprio sotto di loro, è un'altra storia.

giovedì 17 febbraio 2011

Volevo una vita spericolata...

Non attraverso l'oceano in un guscio di noce, non conquisto vette inviolate, non esploro la giungla misteriosa, non tiro l'alba in qualche bar,  ma ogni giorno è un'avventura...Mi alzo alle 6,30. Il primo gesto è quello di allungare la mano, spegnere il cellulare e cullare un poco il piccolo, che non si svegli proprio ora. Corro in soggiorno, accendo la stufa e vi sistemo sopra quattro pilette di vestiti, in modo che si scaldino. In cucina preparo quattro colazioni differenti. Poi mi siedo al tavolo a gustarmi il mio caffè lungo in santa pace. Penso. La primavera sta per arrivare, le analisi del sangue di uno dei bimbi sono andate bene, oggi nessuna bolletta da pagare.
Guardo l'orologio: è ora di svegliare la famiglia.
Zucchero e miele:
- Buongiorno bambini! E' ora di alzarsi! Biscotti a nuvola e latte caldo vi aspettano!
...
...
Guardo l'orologio. E' ora di buttare giù dal letto la truppa. Accendo la luce, apro le imposte:
- BUONGIORNO BIMBI! LA COLAZIONE E' PRONTA!
C'è chi si alza con un sorriso e chi no. Chi apprezza i biscotti di oggi e chi voleva quelli al cioccolato. Ogni mattina, una lotteria. Sono piccolezze. Poi inizia il turbinio di spazzolini da denti, pettini e calzini spaiati.
- Svelti bimbi, siamo in ritardo! Tu i denti! Tu la faccia! Il grembiule, dovè il tuo grembiule?
Il soggiorno è ridotto ad un campo di battaglia,  ma forse ce l'abbiamo fatta anche questa mattina.
Tutti pronti? Tenendo  sottobraccio un bebè rigidamente avviluppato in una tuta da astronauta azzurra, esamino con occhio critico la prole:
- Giacomo, gli occhiali! Leonardo, le scarpe!
- Ops, scusa mamma.
Raggiungiamo la macchina e ci stipiamo dentro. Zaini nel baule!
- Leonardo!
- Ops, scusa mamma! Corro a prenderlo!
Finalmente, con Thriller di Michael Jackson che riempie l'abitacolo (mamma, poi metti la numero nove perfavore. Io voglio la quattro. Poi tocca la sei!) ci scapicolliamo giù dalla collina.
Il parcheggio della scuola è semideserto.
- Mamma, siamo in ritardo?
- Ehm no. Il cancello apre fra dieci minuti. Aspettiamo in macchina!
Billie Jean ci fa compagnia.
Lasciati i due maggiori a scuola, quattro indispensabili chiacchere con le amiche e poi via verso l'asilo, dove scarico il terzogenito.
SOLI, il quartogenito e la sottoscritta, fino all'ora di pranzo, quando recuperiamo i suoi fratelli.
- Mamma, la maestra ha detto che l'avviso lo dovevi firmare!
- Sì, a casa te lo firmo.
- Mamma, le calze antiscivolo che mi hai dato per la ginnastica erano tutte bucate!
- Sgrunt! Quella lavatrice rischia la rottamazione!
- Mamma, mi hai mandato all'asilo senza mutande! (Si, è capitato...Non dormo da diverse notti)
- !!! Accipicchia! Se ne è accorta la maestra?

Il pomeriggio passa presto, tra un impegno extrascolastico, una merenda ai giardini, i compiti, i giochi. E' durante il pomeriggio che li vedo crescere, i miei figli.
E arriva sera. Come quasi ogni mamma, seppur adorandoli alla follia, non vedo l'ora di metterli a letto. Sono sfinita, il sogno di una casa silenziosa, divano e filmetto sta per realizzarsi.
Il piccolino sta piangendo, è inconsolabile.
Dico al bel marito, tornato dal lavoro con la febbre a 39:
- Lo cambio, lo addormento e sono da te.
- Ma guarda che botta ha sul viso!
- Come, botta? Non ha preso botte oggi!
 Lo guardo meglio: sulla guancia ha una strana bozza. Lo spoglio: ha bozze rosse che spuntano su tutto il corpicino!
Sono in macchina, di corsa verso l'ospedale. Ogni strillo del piccolo mi trapana il cuore. Ho paura. Penso.
Ma chi me l'ha fatto fare! Ce ne è sempre una! Quattro figli! Mi porteranno alla tomba anzitempo! Io non ce la faccio! Troppe preoccupazioni! E poi dovrò affrontare anche quattro adolescenze quattro!
Si. Tutte le madri, anche quelle con quattro figli, ogni tanto vacillano.
Dopo qualche ora torno a casa, con il pupo in braccio curato con cortisone e antistaminico. Questa volta è andata bene.
Il papà dei miei figli ed io ci abbracciamo. Film e divano sono rimandati a domani. La casa è silenziosa. Speriamo che questa notte la strega di Biancaneve non bussi alla finestra, il mostro che vive sotto il letto se ne resti buono buono sotto il letto, il buio non sia troppo buio. Per stanotte, almeno.

lunedì 14 febbraio 2011

femmine e maschi

Temperatura quasi primaverile. Il piccolo dorme. Ne approfitto per uscire in giardino, sprofondare nel Pensatoio, (una specie di poltrona-altalena che pende dalla magnolia) e godermi un momento di tranquillità. Il maggiore sta leggendo Harry Potter, i due medi stanno giocando sull'erba.  Chiudo gli occhi e assaporo la pace e il cinguettio degli uccellini.
Dura poco. Il canto degli uccellini viene sovrastato da un improvviso scoppio di urla infantili:
- Brutto!
- Spusone!
- Mamma! Lui mi  ha detto spusone!
Serro gli occhi stretti stretti, che si arrangino.
- Bruttissimo!
- Spusonissimo!
- Bruttissimo e spusonissimo insieme!
- ...
- Superbruttissimo e supersposonissimo!
-... FEMMINA!

Apro un occhio. Femmina? Qui mi tocca intervenire!

- Mamma! Mi ha detto femmina!
- Ecco appunto. Femmina non è un'offesa. Io sono una femmina.
Il medio-piccolo mi guarda incredulo:
- TU sei una femmina?
- Si, sono una femmina. E sono felice di essere una femmina. Sono orgogliosa di essere una femmina. E se io non fossi una femmina voi quattro non esistereste nemmeno, perché è QUESTA femmina che vi ha portato nella pancia!
Il medio-piccolo mi guarda con gli occhi sbarrati. Con una vocina esile esile ripete la domanda:
- TU sei una femmina?

Li crescerò questi maschi. Si li crescerò. E prometto che farò del mio meglio.
Buon San Valentino!

giovedì 10 febbraio 2011

aspettando il pupo

Mio cognato P.  è incinto.  Il suo primogenito nascerà la prossima estate. E' bello vederlo così felice ed entusiasta. E' buffo vederlo parcheggiare la sua nuova auto-biposto accanto alla nostra auto-setteposti.
Ovviamente tecnicamente è incinta mia sorella ma...
Pranzo di famiglia. Tavolata con nonni, sorelle, cognati e schiera di nipotini. Cognato P., che si sta spupazzando il mio ultimogenito di otto mesi (che si fa spupazzare di buon grado), s'informa candidamente su:
1) Quanto sono aumentata nella scorsa gravidanza; (sic!) (venti chili suppergiù, rispondo io. Al che la mia mamma dichiara che lei non ha mai superato i nove chili).
2) Quanti pannolini uso in media al giorno, e di quale marca. Ho provato i pannolini lavabili? (Al riguardo sto sperimentando...).  Prende il via una vivace discussione su popò e pipì. I maschi partecipano attivamente, soprattutto con tanti "Bleah!" e "Ma che schifo!".
3) Di notte dormiamo? (No, è otto anni e quattro figli che non ci facciamo una notte intera). Questo gli fa paura.
Ma il momento clou si ha quando  cognato P. chiede a mio marito se è stato presente in sala parto (sì, è stato presente sempre. Discreto e silenzioso).  Cognato P. commenta:
-Beh, deve essere doloroso, però!
- ... (le mamme sanno).
Cognato P. continua:
- Forse,  (forse), è più doloroso per noi padri, che stiamo accanto impotenti a colei che amiamo e che sta soffrendo.
E NO! QUESTO PROPRIO NO! Chiudo sul boato femminile seguito a questo sconsiderato pensiero.

domenica 6 febbraio 2011

merenda

I pupi hanno fame, è ora di merenda, ma la mamma è impegnata a cullare un bebè disperato.
- Mamma, ci fai pane e nutella?
- Uaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
- Mamma, noi abbiamo fame!
- Calmo il piccolo e sono subito da voi.
 ...
- Mamma! Avevi promesso di farci pane e nutella!
-Uaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
Alla mamma sovviene giusto in tempo il mantra montessoriano  "aiutami a fare da solo" e ha una grande idea:
- Prendete il pane, aprite il vasetto della nutella e preparatevi la merenda da soli. Usate il cucchiaio, non il coltello! (Mamma saggia).
Silenzio in cucina.
I pupi non hanno più fame e sono fieri di essersi arrangiati.
Il barattolo nuovo della nutella, quello formato famiglia, è vuoto.

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